Zero Freitas Il collezionista brasiliano che vuole possedere tutti i dischi in vinile del mondo

di | Agosto 10, 2014

zero freitasIl collezionista brasiliano che vuole possedere tutti i vinili del mondo
L’incredibile storia di Zero Freitas, l’uomo che ha accumulato milioni di dischi
E che non riesce a smettere di comprare: ora ha creato un enorme archivio

Si possono avere tutti i dischi del mondo? Tutti, tutti quelli stampati dall’inizio dell’era del vinile? C’è un signore di 62 anni, un ricco imprenditore brasiliano, Zero Freitas che ci sta provando: sicuramente possiede diversi milioni di 33 giri e sicuramente è il collezionista più accanito del Pianeta, come racconta il New York Times che l’ha scovato a San Paolo.
Ha iniziato con Roberto Carlos
Proprietario di una linea di autobus nella megalopoli sudamericana e fornitore di strumentazione per concerti, Freitas ha sviluppato questa mania in tenera età. Dal primo disco di Roberto Carlos ai tremila posseduti alla fine del liceo il passo è stato breve, insomma il signor Zero ha una rara sindrome: non può smettere di comprare dischi «Sono quarant’anni che vado in terapia per cercare di capire perché, ma non ci sono ancora riuscito». Ammassati in un enorme magazzino di 2000 metri quadri, i vinili vengono catalogati da una squadra di dodici stagisti: Freitas acquista tutti giorni, con un ritmo medio di 500 copie al dì. Ha rilevato di recente tre milioni di esemplari da un rivenditore di Pittsburgh e ha 100.000 dischi cubani, in pratica tutto quanto sia mai stato stampato nell’isola. Il collezionista ha poi agenti a New York, a Rio, in Europa che scovano ogni giorno rarità nei negozi, in rete, dai privati.
Un gigantesco archivio
Una monomania che Freitas ha alimentato quasi clandestinamente negli anni: spesso gli acquisti avvenivano anonimamente e pressoché nessuno sapeva di questa miniera d’oro. Finché un giorno, ricevendo una visita da un collezionista americano, questi gli chiese: «Ma alla fine che ci vuoi fare con tutta questa roba?». Per la prima volta, il brasiliano condivideva questa sua ossessione privata e per la prima volta si poneva dunque la questione:fino a quel momento Freitas non si era mai fatto troppe domande, comprava e basta. Ecco allora l’idea di creare un archivio «Emporium Musical», in collaborazione con la Columbia University, una sorta di gigantesca discoteca che verrà messa a disposizione di tutti. In Africa e in Sudamerica, non tutta la musica è stata digitalizzata e di certi autori rimane solo il vinile: ecco che allora quella che sembrava una malattia, è diventata un’incredibile possibilità. Perché Freitas non smetterà mai di emozionarsi come un bambino di fronte a un disco, e se avrà salvato un solo artista dall’oblio della marmellata della rete, avrà fatto un’operazione meritoria

di Matteo Cruccu da corriere.it

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