I World Master Game ed il turismo a Torino

Il peso dei Giochi sul turismo
Meglio di ogni altro evento
Cifre record per bike sharing e pullman belvedere, nei musei visitatori a +60 per cento

di Emanuela Minucci

world_masters_game_torino_2013Il succo è: se Torino fosse un titolo quotato in Borsa in questo momento ci sarebbe da sospenderlo per eccesso di rialzo. E non lo dice Fabrizio Benintendi, il patron dei World Masters Games, ma la signorina che stacca i biglietti del bus turistico: «È vero il Salone del Gusto e quello del Libro durano la metà dei giorni. Però la ricaduta sul turismo cittadino dei World Master Game è imparagonabile: anche perchè questi signori arrivano da molto lontano, restano come minimo due settimane, e Torino vogliono godersela da cima a fondo». La gentile ragazza in tailleur scarlatto incaricata da «Turismo Torino» di spiegare in inglese agli atleti «diversamente giovani» arrivati per i Giochi over-35 «che il pullman passa ogni ora e che non si può prenotare, l’unica è aspettare» ha l’aria piuttosto soddisfatta. Nella sua vita al servizio del Bus Citysightseeing non ha mai visto una tale moltitudine di zainetti blu con sorridente turista straniero allegato.

«Dal 30 luglio ad oggi – spiega mentre indica la postazione del bike-sharing (purtroppo vuota, visto che anche la due ruote a noleggio va a ruba) a una coppia di olandesi che gareggiano nel basket – abbiamo staccato 1800 biglietti, e anche la corsa serale è sempre superpiena. Il tour della Torino moderna e post-industriale, oltre a quello classico è preso d’assalto. L’esempio del bus rosso gestito da «Turismo Torino» (il cui sito viaggia sul più 80 per cento dei visitatori) è una specie di cartina tornasole di quanto questi World Masters Games rappresentino per una città che punta a diventare un riferimento nell’universo delle capitali da Lonely Planet.

Prendete l’esempio dei coniugi Sarah e Robert Newlinds arrivati a Torino il 20 luglio scorso da Sydney per gareggiare con la loro canoa al lago di Candia: «Resteremo qui fino al 20 agosto, ci siamo presi un mesetto buono e vogliamo rivoltare la città come un calzino e spingerci anche in provincia: ieri sera per esempio siamo andati a bere Barolo nelle Langhe, è un vino forte un po’ invernale, ma fantastico» raccontano mentre fanno la coda davanti al Museo del Cinema (anche lì casse miracolate dall’evento: media di 1800 visitatori al giorno). Stessa impennata per tutti i musei civici – dalla Gam a Palazzo Madama fino al Borgo Medievale e il Mao (tutti contenti di avere saltato, ieri, il giorno di chiusura settimanale) e naturalmente per l’Egizio che ha inaugurato da poco una meravigliosa sezione sotterranea (l’Ipogeo) e che segna anche lui un buon più 60 per cento rispetto ai periodi in cui si tengono il Salone del Gusto e ancor di più rispetto al Salone del Libro.

Merita un passaggio anche la performance dello Juventus Stadium. Perché ha visto più australiani e sudafricani in questi giorni di Wmg che in tutta la sua (breve a dire il vero) vita di museo. Gli juventini nel mondo arrivati a Torino non si stanno perdendo la possibilità di visitare lo Juventus Stadium e la mostra «Il lunedì si parlava di calcio, Agnelli-Juventus novant’anni di passione bianconera». «Abbiamo una media di 400 visitatori al giorno» spiegano al museo. Un bel risultato considerato che lo stadio è un’attrazione nuova (in qualche guida vecchia per esempio, non c’è).

Ma dove alloggia questa moltitudine di atleti (tanti con famiglia a seguito) che è stata sistemata per buona metà dall’organizzazione Jumbo Events, e che fa fregare le mani agli albergatori di Torino? «Non tutti hanno scelto l’hotel – spiegavano ieri Lorene Vuillard e Jean Paul Turteilles – che hanno scelto di venire in vacanza a Torino insieme con i suoceri che gareggiano per il nuoto: «Noi per esempio abbiamo barattato la nostra casa di Parigi con un bell’appartamento sul Po per tre settimane grazie al sito “Homeforexchange”: siamo contenti , la città  è bellissima, soltanto un po’ calda, dentro e fuori».

da lastampa.it

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