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Windjet la crisi è senza fine 300 mila passeggeri rischiano le vacanze

Windjet, 300mila passeggeri
rischiano di restare a terra
La compagnia low cost siciliana non ha ancora consegnato i documenti richiesti e l’Enac conferma: “In queste condizioni non possiamo farla partire”. L’ente di controllo: “Stiamo predisponendo un piano di riprotezione per le migliaia di utenti furiosi. Si attivi anche Alitalia che ha contribuito a creare questo caos”. I sindacati: “Il Governo deve intervenire”
: “Istituita unità di crisi”

PANTELLERIA – Sono ben trecentomila i passeggeri che hanno prenotato un volo Windjet fino a fine ottobre e che rischiano di restare a terra dopo il fallimento delle trattative fra Alitalia e la compagnia low cost siciliana. Un dato fornito dal presidente dell’Enac, Vito Riggio, che a margine dell’inaugurazione dell’aeroporto di Pantelleria ha parlato della vicenda, sottolineando che “Windjet sa bene di non potere fare fronte agli impegni assunti e questa è una cosa molto grave, sia dal punto di vista industriale, per le 500 persone che ci lavorano, sia per i collegamenti Nord-Sud, sia per i passeggeri che si trovano in queste situazione”. Riggio ha assicurato che “in queste ore è in corso un’unità di crisi con Alitalia e altre compagnie italiane, con l’operativo Windjet in mano, per valutare quali voli si possono tenere. Alitalia, Meridiana e Blue Panorama stanno portando la loro disponibilità a fronte di un piccolo supplemento da pagare da parte dei passeggeri”, ha aggiunto.

La rottura definitiva 1 del rapporto fra la compagnia di bandiera e quella lowcost è avvenuta proprio ieri: un braccio di ferro che sta creando moltissimi problemi ai turisti che hanno già acquistato voli Windjet e che ora aspettano di essere riprotetti a causa dell’indosponibilità a partire dei veivoli dalla compagnia siciliana fondata dal patron del Catania, Antonino Pulvirenti. Windjet infatti non ha ancora consegnato i documenti richiesti dall’Enac tra i quali i certificati di manutenzione e revisione degli aerei. In assenza delle garanzie richieste e del concreto miglioramento della regolarità operativa dei voli già a partire da questo fine settimana, l’Enac sarà costretto da lunedì 13 agosto prossimo alla sospensione della licenza di esercizio per manifesta incapacità della società WindJet.

A farne le spese saranno i viaggiatori 2 che hanno già acquistato biglietti per le vacanze. “E’ chiaro che faremo passare intanto agosto e poi si vedrà – ha spiegato – sono passeggeri che si trovano in difficoltà e noi stiamo cercando di riproteggerli con il massimo sforzo possibile perché non siamo una società che gestisce aerei, ma un ente di controllo, ma avendo anche nella missione la tutela dei diritti del passeggero, lo stiamo facendo” ha detto il presidente dell’Enac, Vito Riggio.

Parlando ancora di Windjet, Riggio aggiunge: “Sarebbe stato meglio chiudere ad aprile, ora diciamo ad Alitalia visto che ha tenuto aperta la trattativa fino ad agosto, che si faccia carico di un problema che ha contribuito a creare”. “Quello che sta succedendo dimostra ciò che avevo detto a maggio – conclude – cioè che il sistema dell’aviazione civile italiana sta subendo una forte concorrenza delle low cost irlandesi e inglesi da un lato e dall’altro tutto il sistema europeo è sotto schiaffo. In queste condizioni la situazione diventa drammatica”.

Lo scontro fra Alitalia e Windjet. Alitalia avrebbe dovuto acquisire Windjet a fine agosto, ma “nonostante la sua volontà di realizzare l’operazione, WindJet non è mai riuscita a rispettare le date e gli obblighi derivanti dai vari accordi firmati, conferendo cosi all’operazione un profilo di rischio assolutamente imprevedibile ed inaccettabile nell’ottica di una gestione seria e responsabile”, si leggeva nella nota ufficiale diffusa ieri dalla compagnia di bandiera.

Da parte sua l’amministratore delegato di Windjet Stefano Rantuccio aveva replicato, assicurando di “aver fatto fronte a tutte le condizioni minime richieste per chiudere le operazioni” e che “Alitalia ritardando la firma dell’accordo sperava di spuntare condizioni maggiormente vantaggiose, ulteriori rispetto a quanto pattuito, imponendo condizioni vessatorie e usando a pretesto la necessità di ricevere documentazione da terze parti”. Una dichiarazione, quella dell’ad della low cost siciliana, che ha sancito la rottura definitiva, con la rinuncia di Alitalia a portare avanti l’operazione e di conseguenza l’ennesimo fallimento di una low cost italiana.

La reazione dell’Avia. Polemico Antonio Divietri, presidente di Avia, l’associazione degli assistenti di volo, che commenta così la vicenda Windjet, chiedendo chiarimenti: “Nella migliore tradizione italica si usano come ostaggio utenti e lavoratori in una vicenda che presenta numerose opacità. Che il tutto avvenga nel triangolo delle bermuda della settimana di ferragosto rafforza i dubbi”. E aggiunge: “Le perplessità sulle operazioni di acquisizione di Blu Panorama e Windjet, come Avia le avevamo già manifestate, dichiarando che tre debolezze non fanno una forza. Di Blu Panorama – sottolinea Divietri in una nota – non si è più parlato mentre di Windjet apprendiamo dai telegiornali. Nel 2005 il Presidente di Enac Vito Riggio dichiarava che Windjet vola su Linate in modo ‘non legittimo’, infatti non erano stati autorizzati gli slot per poterlo fare. Sette anni dopo le cose sono cambiate? Dov’è la convenienza di Alitalia in questa operazione? Non rischierebbe di peggiorare i suoi conti già in negativo? Sono domande che chi ne ha le responsabilità si sarà certamente posto, aspettiamo le risposte”.

I sindacati: “Intervenga il Governo”. Non ci stanno Cgil, Cisl e Uil, Filt Fit e Uiltrasporti ed esprimono “grandissima preoccupazione per il destino dei 460 lavoratori Windjet”. “La situazione precipita: si tratta dell’unica compagnia aerea siciliana – scrivono in una nota i sindacati – Non si può lasciare il pallino in mano solo agli interessi e alla strategia di Alitalia. Il Governo, col ministero dell’Economia, deve intervenire e seguire la trattativa in un tavolo col sindacato. Deve diventare interesse generale salvare oltre 500 posti di lavoro, il patrimonio societario ed economico, le tratte che fanno gola alla stessa Alitalia. Occorre rientrare urgentemente dal caos negli aeroporti e dalla disperazione che coinvolge migliaia di utenti. Le istituzioni locali devono pretendere, assieme al sindacato, che il Governo segua la vicenda con la stessa attenzione e interesse messo in atto qualche anno fa quando era l’Alitalia a rischiare di fallire. La stessa Alitalia, che è stata salvata con quasi 10 miliardi pubblici, non può assolutamente agire senza responsabilità sociale. A rischio sono anche le centinaia di posti di lavoro nell’indotto, a cominciare da Katanè Handling, e, per le grandi sofferenze economiche che le società di gestione aeroportuale hanno negli anni accumulato, a cominciare da Sac , che vanta quasi 7 milioni di euro di crediti nei confronti di Windjet”.

Caos voli. Due voli della WindJet partiti in ritardo questa mattina per Palermo e Catania e altrettanti cancellati questa sera. Dopo il fallimento della trattativa che avrebbe dovuto consentire l’integrazione della compagnia siciliana in Alitalia, è questa la situazione che risulta al momento all’aeroporto di Fiumicino.
Il primo decollo è avvenuto alle 9.40 per Palermo (volo IV247) con un ritardo di 60 minuti rispetto al previsto. La seconda partenza per Catania (volo IV563) ha fatto invece registrare un ritardo superiore ai 100 minuti: dalle 8.35 alle 10.25. Secondo quanto si è appreso, i passeggeri dei due voli soppressi questa sera e diretti a Catania (volo IV567 delle 19.05) e Palermo (volo IV241 delle 22.10) sarebbero stati informati della cancellazione. E’ partito, invece, con 43 minuti di ritardo stamane il volo Windjet Venezia-Catania. Originariamente previsto in decollo dal ‘Marco Polo’ di Tessera alle 9 del mattino, l’aereo diretto nella città siciliana è effettivamente partito alle 9.43.

da repubblica.it

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