Wc Net fosse biologiche i nani contro la puzza in piazza Signoria a Firenze

I nani contro la puzza
(in piazza Signoria)
Il Comune di Firenze ipotizza azioni legali per l’affissione pubblicitaria del prodotto «Wc Net fosse biologiche»: la piazza scelta per la protesta è piazza della Signoria

FIRENZE – Il Comune di Firenze ipotizza azioni legali, dopo le necessarie verifiche, per l’affissione pubblicitaria del prodotto «Wc Net fosse biologiche» esposta in questi giorni in vari spazi tra cui la stazione ferroviaria di Forlì. Il pannello pubblicitario, secondo quanto riferito dal sindaco Matteo Renzi, riporta lo slogan «La protesta dei nani contro i cattivi odori della fossa biologica arriva nelle piazze», mostrando una manifestazione di nani da giardino col naso turato sullo sfondo di piazza della Signoria.

«Un danno di immagine pazzesco», ha affermato Renzi in una conferenza stampa, spiegando di aver ricevuto ieri la segnalazione via email da un cittadino forlivese, con allegata fotografia del pannello. «Questo signore – ha spiegato Renzi, mostrando ai cronisti la foto ricevuta – dice che c’è un’azienda che ha fatto una campagna pubblicitaria “Stop ai cattivi odori”, prendendo una piazza a caso dietro. Questi signori sono cascati male, perchè hanno preso piazza della Signoria. Noi abbiamo dato mandato ai legali di verificare la richiesta di risarcimento danni». Il sindaco ha anche aggiunto di aver chiesto a Quadrifoglio, l’azienda fiorentina di servizi ambientali, se fosse interessata o meno ad unirsi all’eventuale azione legale.

Non è la prima volta, negli ultimi due anni, che cartelloni e pannelli pubblicitari (affissi però, questi, nel capoluogo toscano) finiscono nel mirino del Comune e delle istituzioni locali. Nell’ottobre del 2009 infatti Esselunga, sponsor dei restauri del Corridoio Vasariano, aveva affisso su Ponte Vecchio una pubblicità in formato gigante di una sua campagna promozionale, fra lo sconcerto di Palazzo Vecchio e delle soprintendenze. «Era dal 1939 che Ponte Vecchio non subiva un intervento così invasivo e autoritario», attaccò l’assessore comunale alla cultura Giuliano Da Empoli, citando il precedente della visita di Hitler a Firenze, per la quale ai piccoli oblò rinascimentali furono sostituite grandi finestre. La contestata affissione fu rimossa nel giro di pochi giorni dall’azienda, che confermò l’impegno per il restauro.

Controversia a sfondo religioso invece quella del gennaio 2011, quando in occasione di Pitti Immagine Uomo l’imprenditore bolognese del tessile-moda Carlo Chionna presentò un cartellone pubblicitario, affisso all’esterno della Fortezza da Basso sede della manifestazione, con un Cristo crocefisso inneggiante al Made in Italy. Per regolare la materia la giunta comunale ha approvato lo scorso aprile un regolamento che vieterà le affissioni nell’area Unesco del centro storico, e le pubblicità con immagini blasfeme, oscene, lesive dei valori culturali e religiosi. «Consentire a una madre – spiegò Renzi allora – di accompagnare il proprio figlio a scuola, senza trovarsi davanti un manifesto sei per tre che ritrae una signorina senza veli che reclamizza un locale per soli adulti, mi sembra solo di buon senso».

Ma il rapporto di Palazzo Vecchio con la pubblicità non è mai stato facile. Nel 2007 fu approvata una delibera per vietare le pubblicità di veicoli a motore nelle piazze storiche della città, mentre nel 1996 l’amministrazione bloccò una campagna di un’azienda svizzera: accostare il David di Michelangelo ad una marca di bidet sembrò davvero eccessivo.

da corriere.it

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