Vivere l’Isola d’Elba in autunno

Isola_ElbaElba d’autunno
Passeggiate nei boschi e feste dell’uva

MAURIZIO TERNAVASIO

Di Elba ce ne sono tante. Nel senso che la più estesa delle isole dell’arcipelago toscano offre una quasi infinita varietà di possibilità turistiche, e non solo d’estate.

L’Elba è il mare, certo. Scogli piatti come le Piscine di Seccheto, quelli di Sant’Andrea o della caratteristica Chiessi, dove le case costano una fortuna. Spiagge con i ciottoli magicamente chiari come Sansone o Le Ghiaie. Sabbia fine, ossia Marina di Campo e la Biodola, ma anche la piccola Spartaia. Piccole e splendide anse raggiungibili solo in barca, e ce ne sono a decine. Cale e calette sperdute a cui si arriva dopo lunghe discese in mezzo alla macchia, come Acquarilli, le Tombe, Remaiolo e la selvaggia Maciarello.

Ma l’Elba è anche la profumata e floridissima campagna della Zanca, nell’entroterra di Sant’Andrea; la rigogliosa mezza montagna del Volterraio, così come di Sant’Ilario e di San Piero, con boschi, passeggiate e numerosi belvedere; la montagna (vera: qui si superano i 1000 metri) del Capanne, una ventina di minuti di salita su una cabinovia antidiluviana per uno dei più bei panorami dell’intero Mediterraneo: nelle belle giornate da lassù la vista spazia su capoliveriCorsica, Pianosa, Montecristo, Capraia, Gorgona, Giglio e persino sulla lontanissima Giannutri.

Elba vuol dire andare a zonzo per i vari comuni dell’isola, dieci mete diverse per altrettante serate: dai piccoli borghi antichi a mezza costa (Rio nell’Elba, Poggio, Marciana) alla caotica Marina di Campo, dall’arroccata e affascinante Capoliveri alla “capitale” Portoferraio, dalla desolata ma caratteristica Rio Marina alle bancarelle di Porto Azzurro , dalla ridente Marciana Marina all’estrema propaggine orientale di Cavo. Ma l’Elba sono pure i tramonti sulla scoscesa costa occidentale affacciata sulla Corsica, le casette sulla spiaggia di Forno, la vecchia tonnara dell’Enfola, le scalinate nella parte alta di Portoferraio, il grande molo per fare il bagno nella poco conosciuta Patresi.

L’isola pare molto migliorata, rispetto a 20-25 anni fa. Sarà per la diffusa coscienza ambientalista, che ha fatto sì che il mare sia più pulito rispetto ad un tempo e che molti paesi (vedasi Capoliveri) siano stati pedonalizzati. Si è tornati a coltivare le campagne, un tempo in stato di semiabbandono, le strade sono curate, l’edilizia non ha più fatto (a parte qualche rara eccezione) grande sfracelli: tanto che si può a ragion veduta affermare che l’isola è mediamente ben costruita. La calata dei tedeschi a bordo delle loro Mercedes con i coprisedili in pelliccia si è arrestata, e l’italiano è tornato ad essere la lingua ufficiale; il traffico è assolutamente accettabile a tutte le ore, e le spiagge (a parte Cavoli e Fetovaia) non sono così caotiche neppure ad agosto.

Isola_Elba1L’Elba significa un buon vino (ansonica e aleatico), il limoncello e un mirto migliore di quello della Sardegna, i fichi dolcissimi, i saponi e i profumi artigianali di Acqua dell’Elba, le trattorie dove il cibo (locale) ha ancora i gusti di una volta, gli aperitivi (e non apericena) semplici ma di sostanza. Ma anche, per gli appassionati, le nove buche del golf Acquabona e, per tutti, le gite in giornata in battello verso Pianosa, la Corsica e il Giglio.

L’Elba pare quasi una cartolina dei primi anni Ottanta per quanto nel complesso è poco modaiola: forse proprio qui risiede il suo fascino immutato, quasi d’antan. Vale veramente la pena di farci un salto anche fuori stagione: l’inverno è mite, in primavera la vegetazione assume colori meravigliosi e d’autunno si tengono numerose sagre, come la festa dell’uva a Capoliveri (dal 2 al 4 ottobre) e la castagnata a Poggio (25 ottobre).

da LA STAMPA