La Corte dei Conti indaga su Vittoria Brambilla, ministro del Turismo

Il ministro Vittoria Brambilla indagata dalla Corte dei Conti

Giuseppe Pace

La Corte dei conti di Roma sta indagando su alcuni contratti pubblici stipulati tra il ministero del Turismo e diversi consulenti, oltre dieci, molto vicini al ministro Brambilla, accusati dal Fatto Quotidiano di essere stati assunti come consulenti per collaborazione per la strategia di promozione, valorizzazione e comunicazione, anche a livello mediatico, dell’immagine Italia e della sua offerta complessiva, ma di avere invece svolto attività di partito nei Circoli della libertà della Lombardia. Secondo gli inquirenti, diretti dal magistrato contabile Pasquale Iannantuono, potrebbero assumere rilevanza ipotesi di danno erariale, nella fattispecie si parla di utilizzo di risorse pubbliche per lo svolgimento di attività diverse da quelle oggetto delle consulenze. Pare che tutti gli indagati abbiano lavorato nelle televisioni di Berlusconi, insieme al ministro Brambilla.

Secondo il Fatto Quotidiano, che ha pubblicato l’inchiesta lo scorso novembre, una decina di fedelissimi segue il ministro Brambilla nelle iniziative di partito che porta avanti da tre anni attraverso i media e i circoli, e tutti avrebbero trovato un posto pubblico al ministero. In particolare il quotidiano ha fatto i nomi di Giorgio Medail, Adele Cavalleri, Valentina Zofrea, Loredana Maritato, Diletta Grella, Nicola Fortugno, Luca Moschini, Pierluigi Roncheti, Roberta Bottino e Nadia Baldi.

La Corte dei Conti ha richiesto al ministero di fornire tutta la documentazione relativa ai contratti oggetto delle indagini. Sarà importante controllare l’oggetto delle consulenze, la loro durata, il curriculum di ogni consulente assunto e il loro compenso, che secondo il Fatto partirebbe da 35 mila euro. In ragione degli ultimi tagli economici generalizzati e di rilevante dimensione che hanno interessato anche i meccanismi di consulenza ministeriale, gli inquirenti dovranno stabilire se le prestazioni in oggetto fossero realmente necessarie, in caso contrario prenderebbero corpo le ipotesi di danno erariale per lo Stato.

Intanto il ministero del Turismo ha reso noto di avere dato mandato all’Avvocatura di Stato per esperire un’azione risarcitoria al fine di ottenere – si legge nelle dichiarazioni del ministero – di ottenere il ristoro dei danni prodotti all’immagine del Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo e della Struttura di missione per il rilancio dell’immagine dell’Italia. Il ministro Brambilla ha chiesto tre milioni di euro al Fatto Quotidiano, che saranno devoluti ad iniziative di valorizzazione e rilancio dell’immagine dell’Italia nel mondo. A questo deve aggiungersi la richiesta che la sentenza di condanna venga trasmessa all’Ordine dei giornalisti per l’avvio del procedimento di sospensione degli autori della diffamazione e del direttore responsabile per un periodo non inferiore a tre mesi.

Lieti di affrontarla in giudizio, replica immediatamente la direzione del giornale, la ministra Brambilla minaccia Il Fatto e lo fa a scoppio ritardato visto che gli articoli sulla sua molto personale gestione del ministero del Turismo sono stati pubblicati a novembre – sottolinea il direttore Padellaro – Siamo comunque lieti», ha proseguito la direzione del quotidiano, «di poter affrontare in giudizio la ministra che, annuncia, si farà difendere dall’Avvocatura dello Stato, pagata con i soldi nostri. Saremo inoltre lieti di dedicare sul Fatto all’esemplare servitore dello Stato Brambilla una storia della sua mirabolante carriera. Infine, appena ricevuta la querela, la citazione e quant’altro, sarà nostra cura convocare i corrispondenti stranieri in Italia presso la sede della Stampa estera per illustrare al mondo da chi siamo governati.

da LEVANTEONLINE.NET