Visitare Toledo, nel cuore della Spagna

Toledo, il gioiello sul Tago
Famosa per la cattedrale e le lame, la località nel cuore di Spagna è tutta da vedere. Preziosa, nella sua commistione di tre culture, cristiana, araba ed ebraica

di Rosaria Amato

Le famose ‘lame’ di Toledo si vedono un po’ ovunque: nei negozi, nelle gioiellerie, persino nei ristoranti. Ce ne sono di grandi, spade monumentali certo poco adatte al trasporto, ma anche in miniatura. Ma non è questo il carattere distintivo di quella che un tempo fu la capitale della Spagna (fino a quando, nel 1561, Filippo II la trasferì a Madrid).

Il fascino di Toledo è nell’intreccio storico, monumentale, stilistico tra le tre grandi religioni monoteistiche occidentali: l’ebraismo, l’islamismo, il cristianesimo. Emerge ovunque, ma soprattutto nelle chiese, capolavori di arte mudéjar (creazione dei musulmani che rimasero nella penisola iberica dopo la Reconquista dei cattolici), che raccontano epoche e culture diverse: sono nate moschee, o sinagoghe, per poi diventare chiese e poi magari ritornare sinagoghe (come nel caso della Sinagoga del Transito). Ma la commistione tra le tre religioni emerge anche nelle librerie, o nei negozi di dischi, dove si espongono libri e dvd che raccontano l’affascinante storia di ebrei, cristiani e musulmani nella regione Castiglia-La Mancha.

Una passeggiata per Toledo (ma la visita non si esaurisce certo in una passeggiata: la città è un gioiello che merita un soggiorno prolungato) può cominciare dalla Puerta Nueva de Bisagra, enorme, monumentale, ai piedi della città, proseguendo poi verso la Puerta del Sol, un’opera di architettura moresca dell’inizio del ‘300, la più importante nella poderosa cinta muraria che racchiude la città medievale. Subito si arriva alla chiesa (o Mezquita) del Cristo de la Luz, che già comincia a raccontare la storia di una città dove si avvicendarono rapidamente, anche convivendo per certi periodi, ebrei, cristiani e musulmani. La chiesa era infatti una moschea, e si vede dall’architettura mudéjar, che risale al 999, ma poi venne trasformata, due secoli dopo, in tempio cristiano, in stile romanico.

Da qualunque parte si entri in città, si arriva comunque alla Plaza de Zocodover, la piazza principale della città, mercato ai tempi della dominazione araba. Altra bellissima piazza è quella del Ayuntamiento. E qui naturalmente è d’obbligo la visita alla magnifica Cattedrale, la più grande della Spagna, dopo quella di Siviglia. Di stile misto (prevale però il gotico), una meraviglia di architettura che all’interno ha anche tele di grande valore, non solo di El Greco, ovunque a Toledo, visto che vi rimase e vi lavorò a lungo, ma anche di van Dick, Velàsquez, Tiziano e Rubens.

Una visita alla cattedrale può durare ore. E tuttavia c’è una sola parte che è ben difficile visitare, e che esclusivamente gli abitanti di Toledo conoscono: la cappella ‘mozarabe’, dove si celebra la messa secondo l’antico rito mozarabico, rito cristiano risalente al quarto secolo, all’epoca della dominazione visigota nella penisola iberica. E’ tra i pochissimi ‘riti’ salvati dopo l’unificazione della liturgia (l’altro è il rito ambrosiano): tutti i giorni la mattina (dipende dalla stagione, alle 9 o alle 10) nella cappella si celebra una messa, aperta a tutti: dopo si chiude, e la cappella non si riapre fino al mattino dopo.

Anche la parte ebrea di Toledo ha il suo fascino. La Sinagoga del Trànsito risale alla prima metà del 1300, venne poi chiusa nel 1494, all’epoca della cacciata degli ebrei dalla Spagna, venne poi trasformata in ospedale, chiesa e infine restituita agli ebrei: attualmente è sede del Museo Sefardì, e racconta la storia e le tradizioni dei sefarditi. Nella grande sala di culto si alternano iscrizioni in lingua ebraica e kufic (antico arabo usato per le iscrizioni decorative): anche in questo caso, si racconta la storia di religioni che s’incontrano, si combattono, si sovrappongono e poi tornano a incontrarsi nel corso della storia. Da vedere anche la Sinagoga de Santa Marìa la Blanca.

Del periodo visigoto rimangono le fortificazioni, ma anche una colonna davvero unica, conservata nella chiesa di San Salvador (ex moschea), con bassorilievi che raffigurano scene della vita di Cristo.

Una presenza importante a Toledo è il grande pittore El Greco (greco di nascita, ma vissuto per buona parte della sua vita nella città castigliana, dove morì nel 1614: la tomba si trova nella chiesa di Santo Domingo el Antiguo). Di El Greco si può vedere la casa museo, si vedono dipinti nella cattedrale e in molte chiese ed edifici. Il più famoso è l’Entierro del conde de Orgaz (1586), nella chiesa di Santo Tomé.

da VIAGGI.REPUBBLICA.IT

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