Visitare Singapore

Singapore: quando l’architettura dà spettacolo
L’antico e il moderno di Singapore

Singapore trasmette dinamicità, e ha un suo disegno coerente. Basta accettare il linguaggio urbanistico asiatico.

A qualcuno non piace Singapore. Troppo nuova, troppo poco coloniale. Una città che ha perduto quel fascino impalpabile che le ex colonie di Sua Maestà conservavano come un marchio di fabbrica: il disegno british da una parte, con il palazzo del Governatore, l’Alta Corte, la statua della Regina, Victoria of course. E poi la magnanimità di avere dei quartieri etnici, nel caso di Singapore: Chinatown, Little India, Malaysian Village. Com’era bello, sostengono i nostalgici, il tempo dell’Hotel Raffles, raffinato e cosmopolita.

Una di quelle che negli anni Ottanta-Novanta veniva definita tigre asiatica, non poteva restare un gingillo occidentale. Ha imboccato una sua via di sviluppo urbano che, data l’esiguità del territorio a disposizione del piccolo arcipelago malesiano, non poteva non essere verticale.

Singapore è, con Shanghai, il primo porto del mondo, ed è una piazza finanziaria notevole, ragione per cui i soldi non mancano.Quello che doveva conservare, i suoi quartieri caratteristici, con una bella mano di vernice fresca sopra, lo ha conservato. Forse non tanto per motivi romantici, ma ancora una volta per business. Quello turistico, innanzitutto, e quello fashion. I cinesi, che sono la stragrande maggioranza della popolazione, hanno cominciato a salvare le vecchie case povere, facendone hotel e ristoranti di lusso. Per il resto, grattacieli, centri commerciali, centri che integrano più funzioni, sopraelevate. Qualcuno ha scomodato Marc Augé, l’etnologo francese, per spiegare la nuova Singapore: un non luogo. Detto in altre parole, un luogo non identitario, non di relazioni, come lo sono le autostrade e gli aeroporti.

Dipende da come si guardano le cose. Singapore trasmette dinamicità, e ha un suo disegno coerente. Basta accettare il linguaggio urbanistico asiatico. Un esempio sono le nuove torri di Marina Bay, tre edifici di 55 piani, sormontati da una zattera lunga 200 metri, un segno forte come quello delle Petronas a Kuala Lumpur. È architettura spettacolo, d’accordo, ma non si può non restare affascinati dalla forza di questi monumenti che fondono hotel, ristoranti, night, shopping, casinò, oltre a luoghi di incontro, relax, come la piscina equatoriale sul tetto. Come il Resort World sull’isoletta di Sentosa, che unisce ancora una volta hotel, ristoranti a parchi, passeggiate, marina più un parco divertimenti come quello dell’Universal Studios, che ricostruisce l’ambiente del Madagascar e dell’Egitto antico. Per stare a progetti consolidati, basta vedere il lungofiume, al Clarke Quay, diventato uno dei centri cittadini, o le scenografie luminose di Orchard Road.

Fa parte di questo progetto urbanistico la Public Art. Si tratta di sculture e installazioni disseminati lungo punti forti della nuova Singapore, alcuni a presidiare hotel e banche. Una rassegna che propone artisti cinesi e internazionali, insieme a nomi famosi, da Moore a Botero, e che fa riflettere sull’uso e l’estetica degli spazi urbani.Vista in quest’ottica, Singapore è uno straordinario libro di arte, architettura, urbanismo contemporanei.

Informazioni utili
Singapore è collegata con voli diretti Singapore Airlines (www.singaporeair.com) da Malpensa e Fiumicino, una tratta da 553 euro.

Valerio Griffa da yoursingapore.com