Visitare Perugia

Perugia. Benvenuti a Slownessville

Una meta ideale per un weekend. Tra mura etrusche che affiorano e una metropolitana ultraleggera che aiuta a dimenticare l’auto. Per girare a piedi un centro storico da brivido
La prima cosa che colpisce, arrivando a Perugia, è il vento. La città è un reticolo di salite e discese e i vicoli del centro conducono, salendo, a via dei Priori, un corso ampio e luminoso, pieno di negozi chic e pasticcerie che sembrano musei. Lo spettacolo per gli occhi è gratificante. Ma bisogna fare i conti con un clima imprevedibile. Un giusto prezzo da pagare, per una città piccola ma dalle infrastrutture ultramoderne.

L’ultima è il Minimetrò, un ovetto velocissimo che collega i punti strategici della città e porta alla stazione centrale senza toccare il centro storico. Il panorama sulle colline è compreso nel costo del biglietto (1,50 euro) grazie alle pareti di vetro e alla posizione rialzata delle rotaie. “E’ un esperimento avanguardistico – spiega Alessandro Trionfetti, perugino laureato in architettura – non esistono altre strutture del genere in Europa. Il progetto serve prevalentemente la zona ovest, su cui si sta investendo di più. Ma è in programma un ampliamento a nord”.

Un bel colpo per questa città etrusca che fino al gennaio 2008 si affidava ad autobus e navette. Nonostante le realtà imprenditoriali di successo (un nome per tutti: la Perugina), Perugia resta comunque una città vivibile, rispettosa della natura, con un centro storico rigidamente chiuso al traffico e un contesto incorniciato da colline, boschi e vegetazione a tratti selvaggia. Coerentemente con quest’anima verde, il Comune e le associazioni “Progettare il Futuro” ed “Energy Days” hanno organizzato quest’anno una manifestazione unica nel suo genere, Perugia Green Days, dall’11 al 15 maggio.

“Il tema sarà l’acqua – spiega Francesco Pinelli, presidente di “Progettare il Futuro” – ma si parlerà anche di rifiuti ed edilizia, e nello spazio “La sottile linea verde” verranno presentate le connessioni virtuose e più innovative a livello di filiera e gruppi di acquisto”. Per cinque giorni verranno presentati esempi di impegno ambientale, facendo parlare le aziende più innovative e mettendo i cittadini in contatto diretto con chi opera nel settore.

Una delle particolarità storiche della città sono le mura etrusche, costruite fra il IV ed il III secolo a.C. e che oggi scompaiono e riappaiono dal terreno a sorpresa. “Le vedi nei punti più impensabili – spiega ancora Trionfetti – ne spunta un pezzo addirittura nell’aula magna della facoltà di scienze della formazione, o nella quinta dei negozi a sinistra di via Galeazzo Alessi”. Le curiosità dunque non mancano e per farsi un’idea delle stratificazioni che hanno trasformato la città (prima etrusca, poi romana, poi importante centro culturale nel medioevo, poi ancora oggetto di interventi dello Stato pontificio) bisogna visitare il Museo archeologico nazionale dell’Umbria, in piazza Giordano Bruno, nel complesso dell’ex convento di San Domenico.

Il capoluogo dell’Umbria è anche un’importante centro di studi ed è, insieme a Siena, l’unica sede italiana di università per stranieri. Gli studenti si radunano sulle scalinate di fronte alla Fontana Maggiore, in una piazza di marmi bianchi e rosa. “Peccato – conclude Trionfetti – che il centro non sia mai diventato il cuore vitale della città. A parte gli studenti, sono in pochi a frequentarlo”. La Fontana Maggiore è uno dei principali monumenti della città e di tutta la scultura medievale. Nelle sue vasche di marmo tra il 1275 e il 1278 sono stati scolpiti i simboli e le scene della tradizione agraria e della cultura feudale, i mesi dell’anno con i segni zodiacali e le arti liberali, la bibbia e la storia di Roma. Da vedere anche il monumentale Palazzo dei Priori, ottimo esempio di palazzo pubblico dell’età comunale, costruito tra il 1293 ed il 1443, in stile gotico. È ancora oggi sede del Municipio e ospita la Sala dei Notari, una bellissima aula medievale caratterizzata da grandi arconi e vele affrescate.

Imperdibili per gli amanti dell’archeologia anche il pozzo etrusco, che risale alla seconda metà del III secolo a.C. ed è stato anticamente la principale fonte di approvvigionamento idrico della città, l’ipogeo dei Volumni, una tomba ipogea etrusca della seconda metà del II secolo a.C. che si trova nella Necropoli del Palazzone (VI-V secolo a.C.), l’ipogeo di Villa Sperandio, la tomba etrusca di San Manno (III secolo a.C.), nel quartiere Ferro di Cavallo, il mosaico di Orfeo e le fiere o di Santa Elisabetta, un’opera di maestranze romane del II secolo, che sorgeva nei pressi delle antiche terme romane.

Sara Ficocelli da repubblica.it

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