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Visitare l’Oasi di Siwa in Egitto

Egitto: Oasi di Siwa, Eden nel deserto
Tra sorgenti, laghi, boschi di ulivi e palme scoprirete tutto il fascino della cultura berbera

visitare_oasi_siwa_egitto10 In Egitto, a pochi chilometri di distanza dalla città di Marsa Matruh, sorge l’oasi di Siwa. Un vero e proprio Eden in pieno deserto libico, anche se appartiene all’Egitto, a trecento chilometri dal Mar Mediterraneo. Qui tra sorgenti, laghi, boschi di ulivi e palme si scopre tutto il fascino della cultura berbera, in un viaggio dal sapore antico tra spendidi scenari naturali.

Posta nel territorio del Governatorato di Matruh, a pochi chilometri di distanza dal capoluogo Marsa Matruh e dall’oasi di Bahariya, l’oasi di Siwa è un vero e proprio eden. L’oasi è infatti conosciuta per la sua splendida natura che si declina per lo più in sorgenti d’acqua, laghi salati, boschi di ulivi e palme. Sollievo sia per chi giunge da un safari nel deserto occidentale che per chi da sempre abita in questi luoghi. Nei tempi antichi Siwa era famosa per il tempio dedicato al dio Ammone (assimilabile a Zeus dei Greci) al quale si rivolse anche Alessandro Magno.

Inoltre, molte leggende narrano che il grande conquistatore, spinto dal forte legame che lo univa all’oracolo, scelse di farsi seppellire proprio nell’oasi di Siwa e non ad Alessandria. L’oasi oltre ad avere un incredibile passato e una natura da mozzare il fiato, ha anche il vanto di possedere una delle città più affascinanti d’Egitto: Shali. L’antico abitato è un suggestivo susseguirsi di architetture molto particolari perché costruite con un materiale salino, chiamato “kershef”, preso sul luogo.

L’unico neo di tutta questa bellezza è la tendenza dei materiali a sciogliersi a contatto con l’umidità. Un consiglio: passeggiando tra le case e le strade di Siwa, prestate orecchio ai suoni che vi avvolgeranno. Sono i zaggala, quelli che un tempo appartenevano alla casta dei nullatenenti, che intonano le loro canzoni. Melodie conosciute e apprezzate in tutte le oasi d’Egitto. Infine, tra una passeggiata e una bella melodia, non lasciatevi sfuggire il Museo della Casa di Siwa ricavato in una casa tradizionale, con tutti gli oggetti della tradizione berbera come cesti, ceramiche, strumenti musicali, gioielli in argento e abiti da matrimonio.

Gli altri gioielli culturali da non perdere sono sicuramente le rovine della Fortezza di Shali, proprio nel centro della città, il Tempio dell’Oracolo dove Alessandro Magno consultò l’oracolo e la Piscina di Cleopatra, dove si dice abbia nuotato la mitica regina. Infine, prima di lasciare l’Oasi di Siwa, non dimenticatevi di gustare i famosissimi datteri prodotti in zona. Sono considerati i migliori di tutto l’Egitto.

da tgcom

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