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Visitare Mentone e Ville Cocteau

Mentone, Cocteau al profumo dei limoni

Ha il clima più dolce di tutta la Riviera francese. Tanto da essere diventata un grande giardino, dove nell’Ottocento botanisti inglesi hanno introdotto specie tropicali che si sono acclimatate benissimo. E da avere come simbolo un frutto «solare» per definizione, il limone. A Mentone i citrons sono speciali, profumatissimi, succosi. E sono i protagonisti assoluti del Carnevale, che qui diventa la Festa del Limone , e si declina in spettacolari carri di agrumi a sfilare per la Promenade du Soleil (stasera in notturna, e domenica prossima alle 14.30), e in gigantesche sculture effimere di limoni e aranci, alte fino a 10 metri, a inventare nei Giardini Biovés scenografie inedite. Un copione che si ripete da 79 edizioni, ogni volta con un tema diverso: quest’anno «Mentone accoglie le regioni di Francia», con i monumenti più famosi in versione agrumata.

Occasione perfetta anche per andare a visitare i giardini d’eccellenza della città, magari cominciando proprio da quelli votati agli agrumi: il Jardin d’agrumes di Palais Carnolés vanta la più importante collezione d’agrumi d’Europa, 100 varietà diverse, e la Citronneraie conta 800 specie di piante. Ma accanto alla Mentone del Carnevale e dei giardini, c’è un’altra Mentone da scoprire: la «Ville Cocteau». Il legame di Jean Cocteau con la città è una storia che comincia alla metà degli Anni 50. Cocteau, dandy geniale, poeta, drammaturgo, pittore, regista, attore, trascorreva l’estate a Saint Jean Cap Ferrat, nella villa Santo Sospir dell’amica Francine Wiesweiller: è allora che scopre Mentone e se ne innamora. Il sindaco dell’epoca, François Palméro, lo invita a decorare la futura Sala dei Matrimoni dell’Hôtel de Ville, e Cocteau inventa sulle pareti personaggi di innamorati mediterranei e rievoca il mito di Orfeo ed Euridice, e poi le porte, i tappeti, i candelabri di bronzo, gli specchi… Passeggia per Mentone, dipinge, riceve gli amici Matisse e Picasso. E sogna di trasformare il vecchio bastione sul mare in un museo delle sue opere. Progetta tutti i dettagli: i mosaici sulle pareti esterne, sul pavimento, persino le vetrine di ferro battuto per le sue ceramiche e lo riempie di disegni, litografie, libri, oggetti… Una sorta di memoriale della sua opera, che non vedrà mai finito: muore infatti improvvisamente nell’ottobre del 1963, tre anni prima dell’ apertura ufficiale del museo.

Oggi Mentone ha appena inaugurato un secondo, grandioso Museo Cocteau, nelle scenografiche bianchissime architetture progettate dall’archistar Rudy Ricciotti, tra il mare e il vecchio mercato coperto. Qui è raccolta la donazione del collezionista Séverin Wunderman, grande appassionato di Cocteau. Wunderman, nato in Belgio, esule negli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale, diventato un nome eccellente nel campo dell’orologeria di lusso, fonda nel 1985 un primo museo dedicato a Cocteau a Irvine, in California. Ma vuole far tornare in Francia, e proprio nella Mentone di Cocteau, gran parte della sua collezione. Così nel 2005 dona alla città la sua raccolta, 1800 opere, 990 di Cocteau: stampe, dipinti, ceramiche, arazzi, gioielli, centinaia di fotografie e opere di amici, da Picasso a De Chirico…. Insieme al museo del Bastione, Mentone conta così oggi una collezione di oltre 2000 opere, di cui 1190 di Cocteau: la più grande collezione pubblica mondiale dell’artista. Esposte nel nuovo museo 250 opere, scandite in 7 sequenze tematiche, fra disegni, fotografie, film, tra cui i leggendari Testamento di Orfeo eLa bella e la bestia . Un museo dove si gira con grande piacere, si guardano le opere e si guarda il mare dalle grandi vetrate, in un gioco di luci e ombre che piacerebbe molto a Cocteau.

I luoghi-Cocteau a Mentone sono tutti visitabili, compresa la sala dei matrimoni del municipio (dove vengono a sposarsi molte coppie di giapponesi, grandi fans dell’artista) e, su appuntamento, anche la Villa Santo Sospir di Saint Jean Cap Ferrat, tutta decorata da lui. E si può continuare la scoperta della Ville Cocteau con una pausa nella luminosa caffetteria del museo (aperta anche agli esterni), per una salade, un tarte-citron e una birra di Mentone. O andando a cenare in un ristorante di cucina mediterranea, come amava fare lui. Per esempio al Port Garavan, sul mare, il logo di un pesce che ammicca a Cocteau e prezzi tranquilli. E per notti «alla Cocteau» l’Hotel Napoléon, appena promosso 4 stelle (l’unico di Mentone), alle pareti manifesti di mostre e festival (parecchie disegnate da Cocteau), fotografie, stanze design decorate in omaggio a Cocteau, oltre alla suite Cocteau, superpanoramica e con una collezione di disegni originali.
“Domenica l’ultima colorata sfilata di Carnevale nella città che fa degli agrumi il proprio simbolo”

da lastampa.it

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