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Visitare Lucca

Lucca. Mura tutte da scoprire
Alla scoperta del capoluogo toscano, la cui cinta è la meglio conservata d’Europa. Tra monti, acqua, chiese, mercati. E al centro, una splendida piazza

di Anita Zechender

visitare_lucca5Adagiata nella Toscana nord-occidentale, situata tra il monte Pizzorne a nord e il monte Serra a sud, baciata dalla sponda sinistra del fiume Serchio e separata dalla vicina Pisa dallo stesso Serra, Lucca come una signora di altri tempi confonde le sue origini lungo le trame del tempo, lasciando riflettere nell’etimologia del suo nome una regale semplicità.

La parola di origine celtico-ligure Luk, significa infatti “villaggio cinto dalle acque”, protetto e ricamato dalle sue larghe mura cinquecentesche, risalenti al periodo della Repubblica lucchese, costruite per arginare le spinte espansionistiche della politica medicea e simbolo di Lucca nel mondo, tanto da renderla uno dei 4 capoluoghi di provincia Italiani, con una cerchia muraria rinascimentale intatta, insieme a Ferrara, Grosseto e Bergamo. Oggi, vestiti di viali alberati, questi soldati di pietra guardinghi e maestosi, sembrano ancora osservare la città, affinché la vita di chi passeggia per quelle strade, rimanga inalterata nel tempo.

La cinta muraria è interrotta da 11 baluardi, all’interno di quello di San Martino, si potrà osservare la disposizione delle antiche cannoniere, mentre chi desidera fare un po’ di jogging, perdersi in viali senza fine, o sorseggiare un buon caffè, potrà camminare lungo il percorso murario, godendosi uno splendido tramonto che si inchina davanti alla sua città di sempre. Il cuore delle mura è autentico, architetture di pregio disegnano il centro storico monumentale e come rubate a quadri di illustri artisti, appaiono ad ogni angolo chiese medievali consacrate e non, tanto da far soprannominare Lucca “la città delle 100 chiese”.

Torri, campanili, palazzi rinascimentali danzano con notevole linearità stilistica, alternandosi a spazi urbani nascosti in piccoli viali, che in un attimo appaiono, colmando lo sguardo di suggestione e lasciando credere alla mente che la civiltà del mondo, un giorno per caso, abbia trovato in quegli angoli la sua dimora. Sorto sulle rovine dell’antico anfiteatro romano e creato dall’architetto Lorenzo Nottolini, appare il più celebre spazio urbano, la Piazza dell’Anfiteatro, tanto perfetta da armonizzare ogni senso e far venir voglia di restare a lungo ad osservare lo scorrere di quelle tante vite, che si susseguono in una scenografia di luci ocra gialla e arancione nei riflessi delle piccole finestre intorno. Si aprono in questo moderno anfiteatro molti negozi e in alcuni di questi sono ancora visibili le strutture di epoca repubblicana.

Danno accesso alla piazza, quattro porte a volta, di cui solo la più bassa ricalca una delle originarie entrate, queste corrono lungo una linea immaginaria, che incide al centro dello spazio, il simbolo di una croce su una mattonella. Due linee che si intersecano, come simbolo nascosto di un disegno alchemico ben più grande, quasi a voler lasciare al mondo la traccia visibile di un mistero insoluto. Il cuore di Lucca prende forma e mostra la sua arteria principale, che sinuosa e antica si svela nel lusso delle grandi firme di via Fillungo. Come teatri di epoche che si inseguono, le piazze prendono vita nelle diverse ore del giorno, tra mercati  ed esposizioni di cioccolato, aspettando la sera per riposarsi sul sottile confine tra i bianchi monumenti e il cielo. Il terzo sabato e domenica di ogni mese, si tiene il mercatino dell’antiquariato, tra Piazza S.Giusto, Piazza Antelminelli, Piazzetta della Chiesa di San Giovanni, Piazza del Duomo  e nelle vie attigue, si trovano oggetti da collezione, antichi pezzi di storia, che raccontano di una città in cui discrete signore si soffermano ancora ad osservare la qualità delle stoffe e l’arte di un museo viene scelta per arredare le signorili ville circostanti.

Lo sguardo si volge verso la suggestiva e storica Piazza di San Michele, principale punto d’incontro dei lucchesi, chiamata anche Piazza delle Catene, soprannome dovuto alla sua  delimitazione, mediante colonnine unite tra loro da pesanti catene. Tra le luci e le ombre appare la splendida Chiesa romanica di San Michele in Foro, che si presenta al mondo con la sua bianca facciata calcarea. Il fulcro religioso della città è invece la Piazza di San Martino, dove il regale Duomo richiama il cuore dei fedeli e l’attenzione di chiunque si trovi a passare da quelle parti. Il complesso museale e archeologico della Cattedrale e Chiesa di S.Giovanni, gioca su tre aree di grande rilievo storico: l’area archeologica della Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata, il Museo della Cattedrale e la sagrestia del Duomo di S. Martino, dove sarà possibile visitare il monumento funebre di Ilaria del Carretto, in memoria della quale il marito Paolo Guinigi, signore di Lucca, commissionò questo famoso sarcofago, realizzato da Jacopo della Quercia ed emblema paradossale del contrasto tra la morte e l’eterea bellezza. Lucca regala tratti di poesia negli angoli delle sue strade, dove biciclette di ogni colore sono parcheggiate ad attendere chi è sceso per entrare in un’antica farmacia o a comprare del buon pane fresco.

In bici dunque o passeggiando a piedi per scoprirne l’incanto, la città racconta la storia di quella che i lucchesi chiamano Piazza Grande e che ufficialmente è conosciuta come Piazza Napoleone, voluta da Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone Bonaparte, durante il suo Principato e recentemente restaurata a nuova vita. Qui si può ammirare un gioco di simmetria tra gli alberi e le strade circostanti, dove il Palazzo Ducale (oggi visitare_lucca4sede dell’Amministrazione Provinciale) appare come uno splendido esempio dell’urbanistica neoclassica di primo ottocento. Lo sguardo corre lungo i tratti di un altro spazio dell’anima, dove risiedono ancora le note di colui che a Lucca vide i suoi natali, Giacomo Puccini. Rinomato per l’allestimento delle opere del compositore è il Teatro del Giglio, che si annovera come teatro di tradizione e che emerge nella parte sud dell’omonima piazza.

Lucca si accende di luci contemporanee che illuminano volti curati e che si incontrano in  locali e ristoranti  dove poter sorseggiare un buon bicchiere di vino, assaggiare uno squisito baccalà alla lucchese o una zuppa di farro e lenticchie. Una strada bagnata dal vino e dall’olio unisce il Comune di Lucca con quello di Capannori, Montecarlo, Altopascio e Porcari. Siamo sui percorsi dell’enoturismo, che riescono ad amalgamare il concetto di viaggio alla peculiarità dei prodotti della terra. Sui colli del borgo medievale di Montecarlo, il cuore della produzione vinicola, danza con il gusto leggero e genuino dell’olio extra vergine di oliva, rievocando gusti semplici e autentici, quintessenza della tradizione toscana. Mentre in lontananza un sole antico scompare dietro la sua muraglia, le mille tradizioni di questa  città si vestono di una semplice eleganza, fatta di tratti  che riescono a catturarne l’eternità.

da repubblica.it

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