Visitare le Grotte di Frasassi

Grotte di Frasassi: i misteri della natura

Alla scoperta della scoperta. Basta scendere nelle viscere della terra, comodamente, e incontare il sublime, quella manifestazione dei sensi che sta tra lo stupore e l’imponderabile. Direte: ma perché tornare proprio adesso a Frasassi? Per ricordare che il 25 settembre del 1971 seguendo una corrente d’aria che spirava dalla montagna, quasi che il monte ansimasse per avere custodito per 190 milioni di anni il suo mirabolante segreto, un gruppo di speleologili incuneandosi in quella che è stata chiamata la strettoia del Tarlo scoprirono la più grande grotta d’Europa. E’ l’abisso Ancona che fu penetrato per la prima volta da Giancarlo Cappanera e dagli altri speleologi del Cai di Ancona. La scoperta di Cappanera faceva seguito a quella di altri spelologi che avevano già individuato la Grotta del Fiume. Fu poi trovato il collegamento con la Grotta Grande del Vento alta più di duecento metri dove spicca il gruppo scultoreo della natura più consistente d’Europa: quello dei Giganti. Da lì è cominciata la storia delle Grotte di Frasassi che oggi sono fruibili per oltre 13 km. e presentano come una gipsoteca della natura la Sala delle Candeline, le Canne d’Organo, il gruppo dell’Orsa e della Madonnina e inghiottitoi e laghi sotterranei e una stalattite immensa, la Spada nella roccia. Ci sono passati in quarant’ anni 15 milioni di turisti. Il consorzio delle Grotte di Frasassi (tel. 800 166250; sito ww.frasassi.com), che gestisce anche il parco naturale ed è collegato a quello della Gola della Rossa, per il quarantennale ha progettato moltissimi eventi. Ma non è solo questo che deve muoveci a riscoprire il cuore verde delle Marche.

Sono semmai le suggestioni della natura declinate con quelle della storia, ché un itinerario consapevole non può non attestarsi a Fabraino dovre scoprire il centro medievale, la farmacia monumentale Mazzolini-Giuseppucci, il museo della carta, la Pinacoteca con lo splendore di Gentile da Fabriano. Non può questo itinerario trascurare Genga, il suo castello, la biografia affascinante di Papa Leone XII° e ancora non può non meravigliarsi del tempietto Valadier fatto costruire da questo pontefice all’imbocco della gola della Rossa, nè può trascurare l’abbazia di San Vittore, esempio meraviglioso di architettura romanica e di cultura monastica. Ma mille sono le suggestioni a partire dalla storia dell’ittiosauro conservato nel bel museo paleontologico di Genga, per giungere alla romantica leggenda di Piero e Sara due amanti uccisi dal feudatario che oggi dà il nome ad un castello incantato: il castello di Pierosara. Come valore aggiunto c’è l’enogastronomia di questa zona fatta di cinghiale e funghi, di erbe spontanee e paste fatte in casa, bagnate dal Verdicchio che con ‘Fresco di Grotta’ si può degustare affinato nelle viscere di Frasassi. Ma c’è soprattuto l’armonia con la natura da coltivare alle Terme di Frasassi o all’hotel Le Grotte di Genga che è stato riconosciuto come il miglior albergo tre stelle d’Italia ed ha una Spa d’avanguardia e un ristorante gourmet.

Carlo Cambi da quotidiano.net

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