Visitare la Valsesia

Valsesia: short break fuoripista
È la montagna schiva, lontana dalla mondanità. Con le baite del ‘700, il caldo dei camini, la polenta fumante e piste per tutti. Benvenuti sull’Alpe di Mera, a due ore da Milano e Torino

Complici crisi e risparmio energetico, la vacanza sulla neve si fa più breve, più ecologica, più vicina. Dimenticate la tradizionale settimana bianca e puntate sullo short break. Il consiglio? L’Alpe di Mera, in Valsesia: località senz’auto, che si raggiunge solo con la seggiovia da Scopello, a poco più di due ore da Milano e da Torino. Qui lo sci è storia.

Utilizzata fin dal Medioevo per il pascolo estivo, l’Alpe di Mera inaugurò la seggiovia monoposto nel 1949, divenendo una delle prime stazioni sciistiche italiane. Nonostante l’ampliamento avvenuto negli anni, con le sciovie che si aprono su un anfiteatro naturale, mantiene un’atmosfera rétro. Le auto sono bandite e, per arrivarci, c’è la seggiovia, per la verità un po’ antiquata, che sale dai 700 metri di Scopello ai 1540 di Mera. Sui morbidi pendii si sviluppano 35 chilometri di piste, ideali per le famiglie e per chi mette gli sci ai piedi per la prima volta. Ma ci sono tracciati anche per i più esperti, come la nera Mera Scopello, tutta in mezzo agli alberi. Da un paio di anni, per la gioia degli amanti della tavola e del freestyle, si è aggiunto il Nobili Snowpark.

Camminare nel silenzio rotto solo dal fruscio delle fronde? Da Scopello, il paese in basso, partono escursioni con le racchette da neve. Alcune salgono verso l’Alpe di Mera, altre si dirigono verso luoghi meno conosciuti, come la Valle di Fobello e il vicino centro di Rimella, che conserva alcune delle più affascinanti case walser (Valsesia Incoming, cell. 346.31.85.282, www.valsesiaincoming.it). L’après-ski più divertente è al Pub Manera, di fronte alla partenza della seggiovia. Lo gestiscono due giovani, Patty ed Ely, aiutate da un team tutto femminile: spillano birre tedesche e organizzano serate con dj, sempre affollate.

Sci all’ombra del Rosa: impossibile non subirne il fascino. Quello del Monte Rosa è il massiccio con il più alto numero di quattromila delle Alpi. E ha segnato la storia dell’alpinismo, attirando scalatori e nobiltà: alla regina Margherita è intitolato il rifugio a 4559 metri sulla Punta Gnifetti. Un mito per gli sportivi, perché qui si scende fuori dai percorsi tracciati, lontano dalla folla, nel silenzio e nella neve fresca. Il motto di Alagna è: paradiso del fuoripista. Certo, scendendo verso Gressoney e Champoluc, chi cerca le piste battute ha l’imbarazzo della scelta: si può lanciare su ben 180 chilometri di discese, quelle del Monterosa Ski, uno dei comprensori più grandi delle Alpi. Oppure, se si è agli esordi, scegliere gli impianti del Wold, vicino al paese, con sciovie e piste perfette anche per i bambini.

Mentre i fondisti si cimentano nei 10 chilometri (con anelli concentrici di 3 e 5) del tracciato che si snoda nella piana di Riva Valdobbia, ambiente protetto dal Parco Naturale Alta Valsesia. Alagna è frequentata soprattutto da nordeuropei, per lo sci in libertà. Gli impianti ipertecnologici salgono dai 1212 metri dell’abitato ai 2971 di Punta dei Salati e poi da lì, in 4 minuti si balza ai 3260 metri di Punta Indren, grazie alla funivia inaugurata a inizio stagione. Belvedere sulla figura possente del Monte Rosa e sullo skyline infinito delle cime. Da Punta Indren partono fuoripista mitici, come la Balma o la più impegnativa Malfatta. Ma gli oltre 3 chilometri della nera Olen, che dai Salati scende a Pianalunga, assicurano brividi ed emozioni anche a chi preferisce la neve battuta.

Per l’après-ski si scende in paese, alla vineria An Bacher Wi, sulla via principale: aperitivo con salumi, formaggi e miacce, il pane della Valsesia, e una scelta fra 400 etichette di vino (tel. 0163.91.301). Nel solco della tradizione, il ristorante Montagna di Luce, in una casa walser del Settecento nella frazione di Pedemonte (da non perdere il Museo Walser; aperto sab. e dom. 14-18, cell. 347.13.77.404). Otto camere, pochi tavoli, ricette antiche come lo skilà, zuppa dei pastori con patate, verdure, formaggio e pane di segale. Per la notte, si può prenotare al Cristallo, con l’unica spa del paese. Non si sbaglia scegliendo in alternativa due deliziosi b&b: Zimmer Casa Prati, un’abitazione dell’Ottocento con otto camere accoglienti e una grande suite colma di oggetti artigianali; e Tre Alberi Liberi, a Riva Valdobbia, solo quattro camere in un’elegante casa del Seicento.

Carmen Rolle Da Dove via Corriere.it

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