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Visitare Kyoto in primavera per la fioritura dei ciliegi

A Kyoto per la fioritura dei ciliegi
Ciliegi in fiore in Giappone

La primavera è nell’aria a Kyoto con il risveglio della natura che vede la città tingersi di rosa con la fioritura dei ciliegi.

La fioritura dei ciliegi – da metà marzo a metà aprile – è il momento migliore per visitare Kyoto, l’antica capitale imperiale. Lo scrigno della memoria del Sol Levante con un quinto dei monumenti nazionali. Sede per oltre mille anni degli imperatori, è la capitale spirituale del Giappone con più di duemila tra templi e santuari. Pagode e palazzi in legno che risalgono al periodo Edo (1600-1867): quello precedente al trasferimento del trono a Tokyo, i precedenti sono andati distrutti.

Le poetiche fioriture di primavera inducono a iniziare la visita da Ginkakuji, il Tempio d’Argento, un padiglione del Quattrocento (dove si può partecipare alla cerimonia del tè) in un parco con sentieri, cascate e grandi mandala di sabbia grigia, da dove parte Sentiero della Filosofia, una idilliaca passeggiata sotto i ciliegi in fiore. Poi al Kinkakuji, il Tempio d’Oro dove lo scrittore Mishima ambientò l’omonimo romanzo. All’Heian Jingu con la porta e le colonne arancio e un giardino con un piccolo lago. Allo Shimogamo, animato da riti religiosi.

E sulla collina coperta di boschi di Ohara, 10 chilometri a nord della città (raggiungibile con metro più bus), il trionfo mistico di Kyoto tra il convento di Jakko-in e il tempio di Sanzen-in: ci si entra in silenzio a piedi nudi per bere tè verde e meditare di fronte a sorgenti con mestoli di bambù e a giardini addomesticati all’armonia zen.

La poesia della primavera permea anche i due centri dell’antico potere: Gosho e Nijo-Jo, situati in centro città a un quarto d’ora a piedi l’uno dall’altro. Gosho è l’essenziale palazzo imperiale: formato da austeri  padiglioni con i tetti arcuati e circondato dal giardino di Kyoto-gyoen. Nijo-Jo, il castello degli shogun (famiglie militari), mostra chi comandava in Giappone.

Il rigore del Gosho riflette il ruolo spirituale dell’imperatore, simboleggia natura, leggerezza e semplicità: richiama i valori estetici nipponici. Nel Nijo-Jo si entra in saloni (coperti di tatami) ridisegnabili da porte scorrevoli decorate, per poi imboccare il Corridoio degli Usignoli: fatto con legno di cipresso locale cinguetta sotto i passi dei visitatori. Era l’aulico sistema d’allarme degli shogun. I signori della guerra che, sperando nell’immortalità, crearono un sassoso parco senza alberi, senza i colori delle stagioni per dimenticare il trascorrere del tempo: un capolavoro zen.

Dal sacro al profano, al tramonto si imboccano le stradine di Gion, il quartiere delle geishe sulla riva orientale del fiume, con case da tè in legno del Seicento dove queste dame di compagnia indossano pregiati kimono. Non lontano da Gion c’è il mercato di Nishiki-koji, parallelo a Shijo-Dori (la principale arteria del centro): una meta per i buongustai con saporiti ed economici piatti pronti ideali per il pranzo. Soddisfa molto anche lo shopping culinario nel Department Store della Kyoto Station: vende le più accattivanti delicatessen nipponiche. Per dominare con uno sguardo la città si sale al 15° piano dall’avveniristica torre che sovrasta la stazione.

Informazioni utili. Cathay Pacific (www.cathaypacific.com) vola da Milano e Roma – via Hong Kong – a Osaka, collegata a Kyoto in mezzora dallo Shinkansen (treno ad alta velocità). Una visita a Kyoto non è completa senza alloggiare in un ryokan, una locanda tradizionale dove si lasciano gli abiti per lo yukata (vestaglia), si fa il bagno nudi con gli altri ospiti, si mangiano deliziosi “paesaggi” di verdure e pesce seduti su tatami, si dorme sul futon. Il Seryo Ryokan (www.seryo.co.jp) a Ohara è una casa in legno con stanze coperte di tatami affacciate su uno stagno con carpe rosse e bonsai; la cucina è superlativa. Informazioni a www.kyoto.travel.

 Marco Moretti da lastampa.it

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