Visitare il Tirolo

Viaggi: Tirolo, una fiaba reale
L’arrivo in Tirolo si sente nei continui rintocchi delle campane, si annusa nelle fragranze genuine che i forni a legna diffondono nell’aria purissima e si vede nei crocefissi che punteggiano le strade come pietre miliari, oggi come duecento anni fa.
Come poche volte accade, non è necessaria alcuna fantasia per vedere la fiaba perché il silenzio, la fragranza d’abeti, le casette di legno coi fiori e le tendine a quadretti alle finestre, i pantaloni di cuoio al ginocchio, i cappelli di feltro a cono, i morbidi paesaggi dai colori tanto immacolati da sembrare spesso finti e gli jodler, i caratteristici canti gorgheggiati che echeggiano per le valli, suggeriscono a chiunque l’idea d’essere dentro ad un grande presepio, ad un mondo fantastico.
La profonda religiosità dei tirolesi, che si manifesta nella celebrazione delle sante messe, nelle processioni e nei pellegrinaggi che coinvolgono tutta la popolazione, nella venerazione della Madonna, degli Angeli e dei Santi, ma soprattutto nelle famiglie, dove ancora si prega prima e dopo i pasti e si recitano ogni giorno l’angelus e il rosario, ha preservato luoghi e tradizioni.
L’alternarsi di principi tirolesi, imperatori asburgici e bavaresi è ben visibile nel centro di Innsbruck, letteralmente “ponte sull’Inn”, completamente pedonale. Particolare è il Neuer Hof, residenza dei principi del Tirolo, caratterizzato dal Goldenes Dachl, il Tetto Dorato simbolo della città, costituito da 2657 tegole di rame dorato luccicanti, su un balcone riccamente decorato con rilievi e affreschi, costruito nel 1358. All’interno dell’edificio si trova il Maximilianmuseum (museo dedicato a Massimiliano) e proprio di fronte si erge la Stadtturm, torre del 1300 su cui vale la pena salire per ammirare un bel panorama. Merita una sosta anche la cattedrale barocca di San Giacomo (Se Jakob), non fosse altro per l’illusione ottica che regala la sua visione dall’interno: il tetto sembra una cupola, ma in realtà è piatto.
L’Hofburg, palazzo imperiale degli Asburgo che ospitò, tra gli altri, anche l’imperatrice Sissi, e l’annessa chiesa, Hofkirke, si trovano sulla Rogasse, una delle più belle vie d’Europa. L’architettura tardo medioevale è perfettamente visibile nei portici e nelle facciate delle case, alte e strette e spesso magnificamente affrescate. Il fascino di questa via raggiunge l’apice durante le feste natalizie quando è rallegrata da musiche, ghirlande di vischio con fiocchi rossi e vetrine scintillanti piene di cioccolatini Mozart Kugeln, e nell’aria si diffondono gli aromi di Pan pepato e Zelten (panettone natalizio di frutta secca) appena sfornati, e di vin brulè, tipica bevanda tirolese con vino, mele e cannella, miscelato su appositi calderoni. La Rogasse termina in Piazza Duomo, uno spazio aperto esaltato dalle maestose cime di Tux e dello Stubai sullo sfondo.

Obbligatorio concedersi rilassanti passeggiate sull’Inn, allietato da colorati edifici e palazzi barocchi e rococò eretti nel 17° e 18° secolo, tra cui si distinguono tutte le linee progettate da Ch. Gumpp, architetto ai tempi assai attivo e richiesto. Sedete in una delle tante birrerie lungo lo Hofgarten per saziare l’appetito con buon pesce di Amburgo accompagnato da ottima birra austriaca, una simbiosi di montagna e di mare strana quanto gustosa.
Ricchissimo, in ogni giorno dell’anno,è il programma culturale di Innsbruck: spettacoli di danze con corpi di ballo famosi provenienti da tutto il mondo, esibizioni di Musica Antica in luoghi ricchi di storia come la sala spagnola nel castello di Ambras o la chiesa barocca di Wilten, concerti di musica classica. Innsbruck è anche al centro di un grande comprensorio sciistico, l’Olympia Skiworld Innsbruck, già palcoscenico delle Olimpiadi del 1964 e nel 1976, ma il top, in questo caso, è Kitzbühel.
Magia, tradizione, cultura e un’atmosfera unica caratterizzano il dopo sci. Non si finirebbe mai di passeggiare nel piccolo centro pedonale. Tra case con frontoni sporgenti nello stile locale, chiese e palazzi d’epoche e stili diversi ci si rilassa e ritempra dalle fatiche delle piste respirando a pieni polmoni una pace che la neve e le luci accompagnano al meglio.

di Maria Grazia Rongo da ilgiornaledipuglia.com

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