Fez un’armonia dei cinque sensi nel magico Marocco

Fez, magia di odori e colori

E’ bella e ricca di contrasti, un po’ come tutto il paese: Fez, una delle città imperiali del Marocco, ti cattura in tutti i (cinque) sensi.
Nel contemplare la dolce pendenza di tetti, oltre le tombe dei Mérinides, è difficile immaginare cosa quanto e nascondono i vicoli della medina, la città vecchia patrimonio dell’Unesco.

Ed allora lanciamoci alla scoperta del movimento, dei colori e degli odori di Fez, camminando, o meglio girovagando senza una meta particolare. Primo suggerimento: non lasciarsi impressionare dagli sguardi dei marocchini, che inizialmente possono sembrare troppo penetranti e invadenti. E’ il loro modo di osservare, di tentare di vendere o accalappiare turisti ma senza cattiveria.

Piuttosto: occhio agli asini. Pieni di roba di ogni tipo, (carichi come muli appunto!) riescono a correre a tutta velocità per i vicoli, che sono stretti e pieni di gente. Il loro arrivo è accompagnato dall’urlo di chi lo guida, una breve parola in arabo che inizia con la b, che significa attenzione. Quindi, ci si deve spostare con prontezza e rapidità: loro non si fermano certamente. Lo stesso vale per i motorini meno pittoreschi, e meno frequenti, fortunatamente, ma abbastanza pericolosi… quindi occhio!

Al caos delle bancarelle, alle voci degli uomini, ai rumori sordi degli utensili si contrappone il silenzio della medersa, una scuola di teologia antichissima fondata nientemeno che da una donna, a cui si accede da un bel portone proprio nel bel mezzo del mercato. Finemente decorate e perfettamente conservate, le stanze dove viene insegnato il Corano trasmettono pace e serenità.

Ma è solo una breve pausa; ributtiamoci nel labirinto di stradine alla scoperta dei diversi mestieri, a cui spesso corrispondono zone della medina interamente dedicate dove si lavora la lana, il ferro battuto, la pelle. E’ proprio il quartiere dei conciatori il più impressionante: lo si può ammirare solo dall’alto, dopo essersi muniti di una foglia di menta da tenere sempre vicina al naso fornita dagli stessi marocchini, decisamente necessaria, altrimenti il puzzo sarebbe insostenibile.

Ma vale indubbiamente la pena osservare ed i lavoratori immersi in vasche, l’una accanto all’altra, piene di liquidi coloranti che impregnano le pelli: da un lato veniamo letteralmente incantati da quello spettacolo di mille colori, luci e riflessi (ci scappa pure l’acquisto di una borsa), dall’altro però le condizioni di lavoro dei conciatori fanno emergere altri sentimenti (ed allora nel definire il prezzo della borsa magari ad un certo punto smettiamo di trattare).

Continuiamo, ed il nostro tour diventa anche gastronomico: attirati dai richiami dei venditori e dai forti odori assaggiamo (chiudendo un occhio sulle condizioni igieniche che non paiono proprio impeccabili) un panino con fegato e patatine, uno spiedino, olive di ogni tipo, noccioline, mandarini, fichi d’india, tè alla menta bollente, pasticcini al miele.

Non contenti di come abbiamo deliziato (o violentato !) i nostri sensi fino ad ora, concludiamo entrando in una bottega di spezie dove si può comprare zafferano, curry, tè verde, lavanda e pure una polverina nera ‘magica’ che serve sia per non russare sia contro il raffreddore, sia per profumare gli abiti. Non sarà proprio vero, ma qualcosa di magico qui c’è davvero ed è l’atmosfera che pervade Fez e tutto il Marocco.

da 055NEWS.IT

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