Visitare Cagliari

di | Giugno 13, 2011

Cagliari, capoluogo della Sardegna, è adagiata su alcuni colli a specchio del mare, nel magnifico golfo che porta il suo stesso nome, e viene chiamato anche “il Golfo degli Angeli”. Ora Cagliari è una vivace e ridente città che già esiste da quasi 4000 anni. L’origine di Cagliari infatti è remotissima e fu proprio l’accoglienza protettrice del golfo a richiamarci i suoi primi abitanti sin dalla Preistoria. Chi la fondò furono i Fenici, ai quali seguirono i Cartaginesi.

Da vedere sono assolutamente il porto, l’aeroporto, la Via Roma, il Palazzo del Comune, la Via Sassari, la Piazza del Carmine, il Palazzo delle Poste, il Palazzo della Regione Sarda, il Viale Trieste, la Chiesa del Carmine, il Palazzo Comunale, la Darsena, la Piazza della Costituzione, la Terrazza Umberto I, la Porta dei Due Leoni, il Palazzo dell’Università, la Torre dell’Elefante, la Santa Croce, il Rione Castello e la Cattedrale.

Poi ci sono il Santuario, i Pulpiti, il Museo Capitolare, il Palazzo del Governo, la Torre Pisana di San Pancrazio, la Porta Cristina, l’Anfiteatro Romano, la Chiesa dei Cappuccini, l’Orto Botanico, il Centro Universitario, il Giardino Pubblico, la Galleria Comunale d’Arte, il Viale Regina Elena, il Terrapieno, il Corso Vittorio Emanuele, il rione Stampace, le Chiese di Sant’Anna e San Michele, la Via Tigellio, la Necropoli Punica, la Grotta della Vipera e il Santuario della Bonaria.

Assolutamente dobbiamo entrare nel Museo Archeologico Nazionale, situato accanto alla Torre di San Pancrazio. Sarà come ripercorrere di sala in sala le tappe della storia della Sardegna e della sua civiltà. Da ogni parte dell’isola, da caverne e da nuraghi, da tombe e da templi, sono pervenuti qui gli innumerevoli oggetti che danno vita a questa straordinaria raccolta, unica al mondo.

Ed eccoci di fronte alle asce, alle accette, alle macine, alle punte di freccia, ai monili e alle ciotole. Inoltre nel Museo troviamo altri oggetti di pietra che documentano l’oscura vita dei cavernicoli. Ecco le armi, le lampade, gli utensili, i vasi dell’età del ferro e del bronzo. Ecco i famosissimi bronzetti, le magiche sculture che esprimono la misteriosa vita del nuraghe.

Ecco le iscrizioni, le maschere, gli amuleti, i gioielli, le monete, le stele, le ceramiche, vivaci testimonianze dei secoli in cui Fenici e Cartaginesi si avvicendarono nel dominio dell’isola. Ecco poi, a ricordarci Roma, statue e sarcofaghi, pietre militari e mosaici. Al piano superiore del Museo, poi, l’interessante Pinacoteca ci mostrerà con pregevoli opere le varie fasi della pittura sarda durante i secoli XIV e XV, sotto l’influenza, ora della pittura toscana ed ora della pittura spagnola.

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