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Visitare Belfast

St. Patrick festeggiato nella città
Belfast, una “capitale” che rinasce
Immagini da Belfast, la “capitale” dell’Ulster (Irlanda del Nord), oggi in grande rinascita. Una località da scoprire magari in questo stesso weekend, con le celebrazioni di Saint Patrick, o con più calma fra uno-due mesi, per vedere il nascente museo dedicato al Titanic, il transatlantico che fu costruito là.

Belfast tra St. Patrick e il Titanic

Tra la festa del patrono irlandese e la prossima inaugurazione del museo dedicato al transatlantico che lì fu costruito, la “capitale” del Nordirlanda vive un momento di rinascita

Stretta tra le colline e il mare e divisa anche geograficamente dal fiume Lagan, Belfast è città di contrasti. I Black Taxi ti ricordano che sei in Gran Bretagna benché il Mare d’Irlanda e il Canale del Nord dividono l’isola dal resto del Regno Unito, mentre i motti che ti accolgono nei pub come “Céad míle fáilte”, “Centomila benvenuti”, o la gioia carnevalesca della Festa di San Patrizio che anche questo 17 marzo sarà un’esplosione di parate, bevute di birra, musica e quadrifogli verdi, ti proiettano nelle atmosfere del mondo gaelico irlandese.

A tredici anni dalla tregua che ha messo fine ai Troubles, gli scontri tra i gruppi paramilitari unionisti fedeli alla corona britannica e i cattolici repubblicani che combattevano per la creazione di un’unica nazione irlandese, la pacificazione tra questi due universi che per trent’anni si sono fatti la guerra oggi va di pari passo con le opere di rinnovamento che stanno cambiando il volto della città. E il rilancio è partito proprio dalle rive del fiume su cui la capitale fu costruita nel 1177 e da cui prese il nome: Béal Feirste, la “bocca del Farset” che confluisce nel Lagan.

All’ombra delle due gigantesche gru gialle targate H&W, Harland & Wolff, ribattezzate con la pungente ironia irlandese Sansone e Golia, è sorto il modernissimo “Titanic Quarter” dedicato al transatlantico più celebrato dalla letteratura e dal cinema che salpò da qui nel 1912. Il centro del complesso sarà una monumentale struttura lucente le cui pareti argentee ricordano gli scafi delle tre grandi navi della White Star Line: Titanic, Olympic e Britannic. Ospiterà una grande mostra permanente sul Titanic che verrà inaugurata il prossimo mese nel centenario del varo della nave la cui traversata si sarebbe conclusa con il naufragio. “Eppure quando salpò da Belfast era tutto in ordine”, ti senti dire durante i tour guidati, a piedi o in barca, dei cantieri navali e del porto da cui partì lo sviluppo industriale all’inizio del secolo scorso.

Nei dintorni dei vicini quartieri operai di East Belfast, con le casette in mattoni rossi dove crebbero l’autore delle Cronache di Narnia, C. S. Lewis, e il cantante Van Morrison, sono invece state innalzate strutture avveniristiche come il centro congressi Waterfront Hall e l’arena Odissey Complex. Se nell’East sta nascendo la città del futuro, i murales di West Belfast raccontano il passato della capitale: sulle facciate del quartiere protestante di Shankill celebrano il re Guglielmo III d’Orange che sconfisse il sovrano cattolico Giacomo II nella battaglia del Boyne del 1690, la battaglia della Somme del 1916 o i paramilitari incappucciati delle milizie unioniste, mentre sui muri del quartiere cattolico di Falls ricordano l’insurrezione di Pasqua, Bobby Sands e gli altri attivisti morti durante lo sciopero della fame del 1981 nella Maze Prison.

I due quartieri a prima vista sembrano ancora due mondi separati. A Falls campeggiano ovunque bandiere irlandesi e massime gaeliche, mentre le vie di Shankill sono perennemente parate a festa coi colori bianco rosso blu della Union Jack britannica. Ma dopo tredici anni di tregua si respira speranza e ottimismo: le cancellate blindate restano aperte – almeno di giorno – e tributi al calciatore George Best o allo scrittore C. S. Lewis hanno ricoperto di vernice fresca i vecchi slogan militaristici. Uno dei modi privilegiati per esplorare questa parte di città è salire a bordo di un Black Taxi: i conducenti, spesso ex combattenti, vi racconteranno la storia dei Troubles mostrandovi i murales più famosi e la barriera di cemento e lamiere eretta nel 1970, chiamata con un eufemismo “Peace Line”, “Linea della Pace”, dove anche voi potrete lasciare un messaggio di speranza.

Ma il cuore di Belfast non è nei suoi murales né nei complessi all’avanguardia del lungofiume. È in una piazza, Donegall Square, su cui si affacciano la City Hall, il municipio con le sue vetrate policrome e i suoi sontuosi marmi italiani, e nella Linen Hall Library che custodisce una collezione di circa duecentosessantamila testi letterari irlandesi. Da qui verso Sud si snoda il cosiddetto Golden Mile su cui si affacciano i più celebri edifici vittoriani ed edoardiani: la Grand Opera House di Great Victoria Street, la prestigiosa Queen’s University fondata nel 1845 e la torre dell’orologio Albert Memorial Clock Tower. Mentre a Nord, tra High Street e Ann Street, si diramano gli stretti vicoli meglio conosciuti come Entries. È qui che la città vibra di energia e che, nei pub vittoriani di Great Victoria Street o nelle taverne degli Entries, la sera davanti a una pinta di birra, le due anime di Belfast diventano una.

di Rosalba Castelletti da repubblica.it

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