Visitare Amsterdam

Amsterdam, una città-museo

Amatissima dagli italiani, Amsterdam è una città gradevole in tutte le stagioni. Comoda da visitare, raccolta intorno ai suoi canali concentrici, con un’efficiente rete di servizi pubblici che la collegano anche all’aeroporto di Schiphol con comodi treni che costano solo 2,20 €, affascina innanzitutto per l’unità architettonica dei suoi palazzi alti e stretti, che ripeccchiamo ancora l’immagine  della città nel suo secolo d’oro, il Seicento, quando le flotte dei Paesi Bassi dominavano gli oceani del mondo.

L’abbondanza e la qualità dei suoi musei e delle opere d’arte hanno fatto di Amsterdam una delle capitali europee della cultura. Tra le due dozzine di grandi musei e di indirizzi da visitare con accurate descrizioni anche in lingua inglese, anche i più frettolosi non  possono mancare una puntata alla spianata dei musei, dove a breve distanza sorgono il Rijksmuseum e il museo van Gogh. Il primo, il museo statale olandese, è la culla della pittura fiamminga. La visita all’edificio imponente e alla vastità delle collezioni sono attualmente limitate da un lavoro di ristrutturazione di durata decennale (!): le 14 sale visitabili però costituiscono un percorso sintetico e comprensibile dei capolavori conservati nel museo.

Si parte dalla nascita della repubblica e si giunge all’pogeo della sua potenza, con grandi pittori quali Hals, Rembrandt, Vermeer,ma anche con preziose ceramiche di Delft e raffinate case delle bambole. “La guardia notturna” di Rembrandt è l’opera più celebree ammirata, ma sono molti i dipinti della selezione in mostra che meritano una sosta approfondita. Per chi ama l’arte più moderna, il museo Vincent Van Gogh è un’esperienza unica. In nessun altro posto al mondo si ammirano tanti quadri del geniale artista olandese, di cui si può seguire il pecorso stilistico, nonché mettere a confronto i suoi quadri con i lavori di altri artisti del 19° secolo, presenti anch’essi nella collezione. La  collezione permanente espone oltre 200 dipinti del maestro, tra cui alcuni dei più noti capolavori, ma sono interessanti pure le sale con opere di altri artisti coevi, dove sono rappresentati anche parecchi Impressionisti, e le mostre temporanee sull’epoca di Van Gogh allestite a rotazione nel piano più basso, attualmente “Illusioni della realtà”, una raccolta di dipimti, fotografia e cinema dal 1875 al 1918.

Un terzo indirizzo da non perdere, è l’Hermitage, muovo nel panorama museale della capitale olandese. Un vecchio imponente edificio sul canale Singel, un tempo ospedale e ospizio, è stato ristrutturato per diventare dal giugno 2009 una spettacolare sede di esposizioni artistiche e centro culturale pulsante di attività. Le opere esposte nella mostra principale provengono quasi tutte dall’Hermitage di San Pietroburgo, con cui è stata stabilita una collaborazione permanente. Fino a marzo 2011 va in scena la mostra su Alessandro il Grande, suddivisa in quattro sezioni che abbracciano il mito, la realtà storica delle sue spedizioni e infine la sua eredità nei secoli successivi. Sono esposti in una sede bellissima più di 350 capolavori prestati dalla Russia, comprenenti terracotte, frammenti architettonici, fregi, coppe, gioielli, ori, argenti, cammei e sculture. La mostra successiva sarà dedicata ai tesori d’arte della chiesa ortodossa russa. (13 dicembre 2010)

E per soggiornare in un ambiente intonato ai musei da vedere, tra i tanti alberghi di tutte le catgorie della capitale olandese, un indirizzo art decò è il Grand Hotel Amrath, austero palazzo della scuola architettonica di Amsterdam di inizio ‘ 900, che fu sede di compagnie di navigazione proprio di fronte al porto, trasformato da poco in hotel. L’indirizzo più caratteristico per cenare è un ristorante dal nome impronunciabile “d’Vijff Vlieghen”, all’insegna di cinque piccole mosche. Sono cinque piccoli fabbricati con antiche salette tutte collegate fra loro, arredate con rari pezzi d’epoca e un menù di nouvelle cuisine olandese, che è omaggio alla ricca storia della cucina del Paese, rivisitata in chiave moderna.

da repubblica.it

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