Vinitaly 2011 da record

di | Aprile 10, 2011

Vinitaly, record di visitatori

Doppio primato per la 45esima edizione della kermesse dei vini italiani a Verona, con un numero di visitatori in crescita del 10% rispetto al 2010. Positivo il trend della fiera, che vede crescere di anno in anno il suo appeal nei confronti dei trader di tutto il mondo, ma soprattutto segnale di fiducia e ottimismo per lo sviluppo commerciale del settore

Al quarto giorno di Vinitaly, da record per presenze di visitatori (+10% rispetto al 2010), che raggiungono quota 100mila, nonché per le temperature da estate torrida, ecco alcune delle curiosità tra gli stand:

  • Miele con scaglie d’oro zecchino (Lazio)

Due giovani apicoltori di Nettuno, i fratelli Davide e Andrea Lo Iacono, hanno presentato, al ristorante dell’enoteca regionale Palatium presso la Cittadella del gusto del Vinitaly, la loro produzione di miele di acacia all’oro, che punta ai mercati degli Emirati arabi e del Giappone. ”Potrebbe essere la medicina del futuro – hanno detto – perché tutti abbiamo una piccola percentuale di oro nell’organismo. E come ben sanno gli orientali una dieta aurea porta benefici, quali il rafforzamento delle difese immunitarie, l’euforia, la riduzione della depressione”.

  • Eco scatola di vino con pannolino da inseminare (Toscana)

Da Salcheto, eco-azienda produttrice di Nobile di Montepulciano Docg carbon-free, arriva un packaging veramente amico dell’ambiente. ”All’enoappassionato – racconta il presidente di Salcheto Michelle Manelli – proponiamo due bottiglie del nostro cru, Solcoevoluzione, una con tappo a vite e l’altro col tappo in sughero per far testare pregi e rischi dei due sistemi in un vino longevo. La scatola è fatta con legno dei Pancali, vera spina nel fianco delle produzioni perché il 70% proviene da deforestazioni. E un pannolino biodegradabile da neonato tiene a giusta distanza le bottiglie. Una volta aperto il pannolino diventa compost che può essere inseminato con sementi bio di salvia e rosmarino, e messo nella scatola che funge così da vaso-contenitore del terriccio”.

  • Olivella Autoctono Ciociaria Salvato da Estinzione (Lazio)

Nella terra dei cavallini d’Esperia, pony a rischi estinzione dopo esser stati utilizzati come sminatori nel dopoguerra, anche l’Olivella rappresenta un baluardo di biodiversità. ”Assaggiando ‘un vino del contadino’ a Monticelli d’Esperia – racconta Paolo Perinelli, patron di Casale della Ioria e presidente di Confagricoltura Lazio – ho scoperto che era sorprendentemente buono. Si tratta di piante a piede franco da viti maritate, come si faceva una volta. Ho fatto moltiplicare quella rarità in Francia e ne ho ripiantate su 1,5 ettari. Al secondo anno di produzione ho imbottiglio appena 4mila bottiglie, ma alcune sono state già ordinate da New York.

  • Bevi ad Arte (Abruzzo)

Un’arte tira l’altra. Terre di Poggio, casa vinicola di Poggiofiorito (Chieti), premia i clienti con un’opera d’arte realizzata in corteccia d’albero e rami di vite, in edizione limitata da Mariaelena Carulli, pittrice chietina e responsabile marketing dell’azienda di Destro Carulli che al Vinitaly ha presentato il pinot nero Terre di Chieti Igt ‘Chiaro di cale’ vinificato in bianco, novità assoluta per il panorama enologico abruzzese.

  • Gelato al Chiaretto e Gelato all’Olio del Garda (Veneto)

Con temperature medie di 31 gradi in Fiera tutti li vogliono. Sono il gelato al Chiaretto e all’olio del Garda presentati, insieme al panino con trippa e formaggio Monte Veronese e all’aperitivo sparkling Chiare’, dal Consorzio di tutela vino Bardolino Doc ”per festeggiare l’anno d’oro del Bardolino che ha azzerato le giacenze e ha avuto un boom di vendite con 32 milioni di bottiglie nel 2010, tra cui 11 milioni di Chiaretto” ha detto il presidente del Consorzio Giorgio Tommasi.

  • L’Amarone col Soprabito (Veneto)

Ci vuole stoffa per fare l’Amarone e l’azienda Farina vuole dimostrarlo con una riserva di Amarone 2000, prodotta in soli 2500 esemplari con etichetta realizzata secondo dettami sartoriali. Questo grande vino tipico della Valpolicella ha un’etichetta in tessuto che, come una griffe di moda, mira a comunicare la straordinaria eleganza e finezza del vino’.

da GRR.RAI.IT

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