Addio a baci e rossetto sulla tomba di Oscar Wilde a Parigi

Niente più baci sulla tomba di Oscar Wilde di Parigi

Se avete baciato la statua di Oscar Wilde con tanto di rossetto, non restateci male adesso. Con il restauro non c’è più nessuna traccia delle vostre labbra e soprattutto non potrete riprovare l’emozione. La famosa opera, dedicata allo scrittore irlandese, che si trova nel cimitero delle star, Père Lachaise di Parigi,  ha subito un restyling a causa dei troppi segni lasciati dai gloss e sarà ricoperta da una struttura in vetro. Del resto l’autore di “Dorian Gray” scriveva: “Un bacio può rovinare una vita umana”, e nel suo caso non solo quella.

L’inaugurazione del monumento si svolgerà mercoledì prossimo, il giorno dell’anniversario della sua morte e parteciperà l’attore Rupert Everett, che ha recitato nel film, tratto dall’opera “L’importanza di chiamarsi Ernesto.

Il primo bacio sulla statua, quello che non si dimentica facilmente, fu dato nel 1990. Da allora le labbra e i cuori si sono moltiplicati, fino a ricoprire l’intera superficie. E non solo, i fan l’hanno anche ricoperta di aforismi: “Continua a guardare le stelle”, “La vera bellezza finisce dove inizia l’intelletto”.

Con il tempo, però, queste continue effusioni da parte degli ammiratori hanno deteriorato l’opera e Merlin Holland, nipote di Wilde, ha spiegato, si legge sul “Guardian”, che il rossetto era diventato un “problema serio” per la manutenzione del monumento. E che “la continua pulizia della pietra stava causando la distruzione dell’opera”. Per anni quei baci dei fan hanno deteriorato la statua alata di Wilde, l’aforista che morì in città nel 1900, all’età di 46 anni. E neanche i numerosi appelli e la multa salata di 9mila euro hanno fermato i turisti di tutto il mondo.

Lo scrittore, quando morì era in bancarotta e i suoi amici pagarono le spese per la sua sepoltura a Bagneux, fuori città. Alcuni anni dopo un ​​suo amico, Robert Ross, attraverso la vendita delle sue opere, tra cui “De Profundis,” la lettera amara di recriminazione dal carcere a Lord Alfred Douglas (Bosie), fece fortuna.

E L’anno successivo Helen Carew, uno degli amici di Ross che Wilde aveva conosciuto nel suo periodo di massimo splendore, in forma anonima si offrì  di erigere un monumento: Un angelo nudo in volo, del giovane scultore Jacob Epstein, che costò  2mila sterline. Nel 1914 l’opera fu mostrata al pubblico ed è rimasta intatta fino al 1960, quando il monumento è stato vandalizzato, e i suoi genitali sono stati rubati. Adesso si spera, che i turisti non si ispireranno a “Mission impossible” per un ultimo romantico bacio.

Francesca Saccenti

da LALAVATRICE.IT

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