Video spot sui Bronzi di Riace

Bronzi di Riace, spot li trasforma in bulli: polemiche

I Bronzi di Riace prendono vita in uno spot pubblicitario per rilanciare il turismo in Calabria, ma è subito polemica. In versione “giovanottoni volgarissimi e abbronzati” fanno ‘pari montagna, dispari mare’ “mostrando chiappe e pudenda come due bulli di un club nudista”. Ecco la ragione per cui la pubblicità è stata considerata “denigratoria”. Le critiche sono giunte dai giornali locali, da archeologi, primo fra tutti, il calabrese Salvatore Settis e infine anche da Confindustria.

“Poche immagini di questa terra straordinaria e delle sue opere valgono più di un brutto messaggio pubblicitario in cui si deturpano anche i Bronzi di Riace”, si leggeva qualche giorno fa sul Quotidiano della Calabria, dove si invitava il presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, a non mandare in onda lo spot già presentato alla fiera del Turismo a Milano.
“Vedere un’opera straordinaria come i Bronzi di Riace, che il mondo ci invidia, trasformata in una ridicola macchietta, oltre ad offendere i calabresi e tutti gli italiani, rischia di diventare un pericoloso boomerang per il turismo”, ha commentato il senatore Roberto Della Seta del Partito Democratico.

Sullo spot è intervenuto anche Vittorio Sgarbi: “Fa schifo, è sgradevole ma non è un peccato mortale. La campagna è riuscita, è stata efficace e ha ottenuto un buon risultato in termini di visibilità, ma non so con quali effetti benefici sul turismo”.
“E’ divertente ma kitsch”, ha invece commentato la sovrintendente ai beni archeologici Simonetta Bonomi, che ha detto di essere “perplessa”, pur ammettendo di aver riso alla visione del filmato. Ha poi precisato che la regione ha agito autonomamente, senza chiedere alcuna autorizzazione, scegliendo così i bronzi come veicolo di comunicazione.

“Chi programma una vacanza — ha commentato il sociologo Antonio Marziale — investe denaro e pretende il giusto riscontro. In un settore dove la concorrenza è sempre più spietata, a colpi di ribassi e mete incantevoli, bisogna attrezzarsi strutturalmente affinchè il turista rimanga pienamente soddisfatto e divenga egli stesso veicolo promozionale, cosa che al momento è ben lungi dal verificarsi anche per colpa dello scarso rispetto che molti soggetti calabresi dimostrano di avere nei confronti di un ambiente da considerarsi tra i più belli a livello mondiale”.

Per il sociologo sarebbe meglio investire su strategie educative in materia ambientale, così da aiutare i calabresi a comprendere di quale e quanta ricchezza la natura ha dotato il territorio, perchè sì, può anche darsi che lo spot dei guerrieri bronzei trasformati in “bulli” riusciranno a strappare un sorriso, ma certo non saranno utili ad incrementare il turismo in Calabria.

I Bronzi di Riace sono una coppia di statue bronzee rinvenute nel 1972 nei pressi di Riace, in provincia di Reggio Calabria, considerate tra i capolavori scultorei più significativi del ciclo ellenico, e tra le poche testimonianze dirette dei grandi maestri scultori del mondo greco classico. Le due sculture furono ritrovate nel mare Ionio, a 300 metri dalle coste di Riace dal sub Mariottini il quale segnalò il fatto alla Sovrintendenza che prontamente inviò sul posto una squadra di subacquei professionisti i quali, con l’aiuto di speciali apparecchiature e usando le dovute attenzioni, riportarono in superficie le statue.

Fu così che il mare di Riace restituì alla terra e alla storia due capolavori in bronzo che balzarono subito agli onori della cronaca come una delle scoperte più importanti del secolo.

Palma Maria Roberta Frascella

da ILQUOTIDIANOITALIANO.IT

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