Forte Campolongo restaurato, un tuffo nella Prima Guerra Mondiale

campolongo7Forte Campolongo sorge su un erto sperone roccioso che domina la Val d’Astico sulla sommità della cima da cui prende il nome ad una quota di 1.720 m ed è raggiungibile attraverso due rotabili in discrete condizioni. Le caratteristiche di quest’opera corazzata sono simili a quelle del vicino forte di monte Verena, probabilmente le due migliori opere fortificate costruite durante il Regno d’Italia.

Armato con quattro moderni cannoni in acciaio da 149 mm, in cupole corazzate da 16 cm di spessore, con la relativa dotazione di mitragliatrici per la difesa ravvicinata, fu costruito negli anni che vanno dal 1908 al 1912. Anche per il forte Campolongo, il periodo di attività bellica coincise con l’epopea del “fratello” Verena. La direzione di tiro delle sue artiglierie era soprattutto rivolta contro l’antistante forte austriaco Luserna; il concentramento di fuoco era supportato da obici di 280 mm italiani in batteria schierati nei paraggi.

ll Forte venne gravemente danneggiato dal mortaio austro-ungarico Skoda da 305 mm. appostato a Cost’Alta nel luglio del 1915 e distrutto quasi completamente il 15 maggio 1916 dai colpi che diedero inizio all’Offensiva di Primavera (Strafexpedition). Il Forte, ridotto a rovina, venne abbandonato alle truppe imperiali che incalzavano gli italiani il 22 maggio 1916 e dopo l’arresto della Strafexpedition e la conseguente rettifica del fronte, rimase sino alla fine del conflitto in mano austriaca.

Il progetto di restauro conservativo di Forte Campolongo ha avuto come presupposto la continuazione di un’avventura culturale iniziata qualche anno fa con il museo all’aperto di M. Zebio ed il Sentiero della Pace, progetti realizzati che hanno riportato in vita le strutture e la storia di questi particolari beni della Grande Guerra. Successivamente, grazie ai fondi messi a disposizione dal Ministero dei Beni Culturali con la L. 78/2001, si è proceduto nel 2006 a dare avvio ai lavori di recupero del manufatto storico militare con la conseguente gara di appalto e l’aggiudicazione dei lavori. I lavori hanno pertanto riguardato il consolidamento delle strutture esistenti con la ricostruzione filologica dell’organizzazione logistica originaria, quale strumento di ricontestualizzazione del sito e per una caratterizzazione dell’aspetto culturale quale imprescindibile operazione rispetto a quella di recupero. Dal punto di vista tecnico i lavori hanno impegnato la ditta esecutrice dal 2006 fino alla fine del 2008, tenendo conto che le condizioni climatiche e l’elevata nevosità del sito consentono generalmente di lavorare solamente pochi mesi all’anno, durante l’estate e parte dell’autunno.

La spesa sostenuta per gli stessi è stata di circa € 400.000,00. Attraverso l’attuazione dell’intervento il complesso logistico fortificato è ora divenuto una sede ideale per manifestazioni culturali e di visita con la conseguente rivitalizzazione di tutte le altre componenti sociali, culturali, storiche e turistiche che, con l’aspetto architettonico, devono condurlo a divenire patrimonio collettivo. Il forte Campolongo, come ci mostra lo straordinario paesaggio circostante, è stato realizzato a strapiombo, in quota 1720 m.s.l.m., sulla parete dolomitica che domina la Val d’Astico. L’imponenza delle strutture hanno richiesto un intervento di consolidamento delle parti maggiormente degradate (interno e copertura) e soprattutto un grande lavoro di pulizia dai detriti e dalla vegetazione del cortile; dei corridoi del corpo principale; della polveriera. Unitamente ad altre opere di ricostruzione e restauro, può essere agevolmente visitato.

Fu progettato e costruito tra gli anni 1908 e 1914. Era armato con 4 cannoni 149/A (acciaio) sistemati in cupole girevoli dello spessore di 180 mm. Fornito di mitragliatrici per la difesa ravvicinata, era accompagnato da obici da 280 in batteria nelle vicinanze. All’inizio del conflitto il fuoco era rivolto principalmente sul forte di Luserna e poi lungo la linea di confine, sulla piana di Vezzena dove, in località Verle, si trovavano i forti di Busa Verle e di Spitz Verle. Colpito il 12 giugno 1915, nel luglio 1915 venne praticamente demolito dai tiri degli obici da 305 piazzati al Millegrobe. Con l’Offensiva di Primavera (Strafexpedition) venne disarmato dei tre cannoni rimasti e fu conquistato dagli austro-ungarici, che lo occuparono fino al termine del conflitto.

da IL GIORNALE DI VICENZA


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