Verona a Pasqua

verona1Musei e monumenti cittadini aperti per il weekend pasquale, ma con qualche eccezione. A fare la differenza, la carenza di personale.

Una realtà che ha imposto all’assessore comunale alla Cultura, Mimma Perbellini, di rivedere, in particolare, l’orario di apertura al pubblico di uno dei musei più amati da bambini e adolescenti: il museo di storia naturale.

Non si tratta di una novità, a onor del vero, considerando che dallo scorso 12 gennaio il museo è aperto al pubblico dalle 9 alle 17 (anzichè dalle 9 alle 19), resta chiuso come al solito al venerdì, mentre il sabato e la domenica può essere visitato dalle 14 alle 17. Orario che verrà riproposto anche a Pasquetta e il 25 aprile, mentre il giorno di Pasqua il museo resterà chiuso.

Quanto ai musei e ai monumenti, l’orario di apertura, a Pasqua e Pasquetta, sarà uguale per tutti: dalle 9 alle 19. Parliamo del museo di Castelvecchio, dell’Arena, della casa e della tomba di Giulietta, del museo Maffeiano e del museo archeologico del Teatro Romano.

Ma cosa offre Verona ai turisti e ai concittadini che preferiranno una visita al museo all’abbaffuta o al pic nic con le uova sode sul prato?

  • Al Centro internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri, fino al 3 maggio, di scena il lungo tour fotografico nel nostro Paese realizzato da Mimmo Jodice, tra i più geniali fotografi italiani.
  • Prorogata fino al 3 maggio anche la mostra “La magia di Escher” allestita a Palazzo Forti .

Chiude invece la vigilia di Pasqua, alla Galleria d’Arte Moderna Palazzo veronaForti, la mostra bibliografica dei materiali conservati in Biblioteca Civica attinenti al movimento del Futurismo. Un percorso affascinante attraverso le tracce dei futuristi a Verona, considerando che proprio sulle pagine de “L’Arena” il manifesto di Marinetti venne pubblicato ben dieci giorni prima che sul parigino “Le Figaro”.

Altro la città non offre. Un panorama decisamente misero, per una città d’arte. La conseguenza diretta, se vogliamo, del buco creato dalla nota vicenda Goldin.

E nel frattempo, città assimilabili alla nostra, da Brescia a Treviso a Mantova, continuano a richiamare frotte di appassionati con le loro rassegne di cartello. E a creare un circolo virtuoso da cui trae beneficio l’intera collettività. Noi continuiamo a discutere, a fare buoni propositi, per poi arrendersi all’evidenza del turismo mordi e fuggi.
Con i prezzi che girano in questi giorni, è una scelta obbligata. A meno che un turista non voglia lasciare a Verona, oltre al cuore, il portafogli.

da L’ARENA

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