Venezia : turismo a numero chiuso ?

«Numero chiuso e subito a Marghera»
Il ministro per l’Ambiente Andrea Orlando rilancia: «Troppi rischi, non si può far finta di nulla». Orsoni: «È la mia proposta»

di Alberto Vitucci

venezia5«Numero chiuso subito, e navi a Marghera. Qualunque soluzione alternativa ha bisogno di diversi anni, e nel frattempo non possiamo far finta di niente». Il ministro per l’Ambiente Andrea Orlando tira il carico da novanta. E fa capire che l’orientamento del governo sulla vicenda «grandi navi» è quello di dare subito un segnale. Saltata l’attesa riunione di ieri tra i ministri per i tamburi di crisi, l’attività parlamentare continua regolarmente.

E proprio ieri mattina in commissione Ambiente e territorio al Senato, il ministro ha ribadito la sua tesi. «È mia intenzione», ha spiegato, «attuare già da questo mese di ottobre una disciplina transitoria sulle grandi navi in laguna. Un tema urgente, che dovrà prevedere il numero chiuso e il dirottamento delle navi troppo grandi a Marghera».

Il motivo, secondo il responsabile dell’Ambiente è semplice: «Non possiamo escludere il rischio derivante dal passaggio di queste navi davanti a San Marco. E il rischio, nel caso di Venezia, è un lusso che non ci possiamo permettere». Una posizione netta, che prelude a un provvedimento «ordinatorio» («Lo faremo entro ottobre», assicura Orlando) in base al decreto Clini Passera. Sospeso da un anno e mezzo in attesa di alternative.

E una dichiarazione che lascia poco spazio alle interpretazioni e viene all’indomani dell’audizione del sindaco Orsoni, del presidente della Regione Zaia e del presidente del Porto Paolo Costa alla commissione Trasporti della Camera.

«Certo che mi fa piacere, è la posizione che ho sempre sostenuto», commenta soddisfatto il sindaco Giorgio Orsoni. Possibile dirottare da subito le navi a Marghera? «Certo che è possibile, l’ho dimostrato. Per attrezzare due banchine ci vogliono due-tre mesi». Dal primo gennaio dunque le navi potrebbero già approdare a Marghera. Anche se il traffico sarà comunque interrotto fino ad aprile per via dei lavori del Mose e della posa dei grandi cassoni in calcestruzzo alla bocca di Malamocco. Ma la strada sembra segnata. E non è quella proposta proprio lunedì pomeriggio dal presidente del Porto.

«La Marittima è irrinunciabile, Marghera non è una soluzione praticabile. E poi a decidere sarà l’autorità marittima», aveva tagliato corto Costa. Ma Orsoni adesso è possibilista: «Ho visto anche nel presidente del Porto una certa apertura. Disposto a spostare da subito qualche nave a Marghera a patto che si ragioni dei progetti a lungo termine e si facciano gli studi di fattibilità».

Accordo raggiunto allora? «No», sorride Orsoni, «perché la condizione che ho posto è quella che per i progetti a lungo termine siano comparate tutte le soluzioni. Non solo il canale Contorta, dunque, ma anche il percorso per far arrivare in Marittima le navi di medio tonnellaggio, scavando il canale Vittorio Emanuele. In fondo da lì fino a qualche anno fa arrivavano anche le petroliere».

da nuovavenezia.gelocal.it

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