Venezia l’Uomo Vitruviano in mostra

Riecco l’Uomo di Leonardo
In mostra, ma per soli 3 mesi
A Venezia, alla Galleria dell’Accademia, dopo 7 anni torna esposto l’Uomo Vitruviano, il disegno più famoso dell’artista-scienziato. A gennaio verrà rimesso in archivo, per non danneggiarlo. Per l’occasione, gli studiosi affrontano la questione dell’interpretazione

di LAURA LARCAN

uomo_vitruviano_veneziaVENEZIA – Se il grande Le Corbusier l’aveva scelto come modello di “dimensioni armoniche” per progettare edifici, spazi urbani e oggetti, la Nasa lo ha adottato come emblema delle esplorazioni spaziali, raffigurandolo sul dorso delle divise degli astronauti, e Dan Brown lo cita all’inizio del suo Codice da Vinci per inscenare l’efferato omicidio del curatore del Louvre e dare il via alla caccia al tesoro del Santo Graal. In tanti si sono lasciati ispirare e suggestionare dall’Uomo Vitruviano, il disegno più famoso di Leonardo da Vinci, databile circa intorno al 1490 eseguito a Milano, conservato dal 1822 nei depositi blindati del Gabinetto dei disegni e stampe della Galleria dell’Accademia e che dopo sette anni torna visibile al grande pubblico dal 10 ottobre nell’evento espositivo “Leonardo. L’Uomo Vitruviano tra arte e scienza”.

Delicato nei suoi trentaquattro centimetri d’altezza e oltre ventiquattro di larghezza, il foglio rimarrà eccezionalmente esposto per tre mesi, fino al 10 gennaio, limite temporale massimo fissato dai protocolli nazionali e internazionali per poi ritornare chiuso nell’archivio per motivi di conservazione. “Le ragioni di tutela impongono infatti – come avverte la soprintendente per il polo museale di Venezia Caterina Bon Valsassina – di conservare uno dei più noti disegni di Leonardo in un ambiente protetto dalla luce e con un costante controllo dei valori microclimatici; il che significa in sostanza precluderne la fruizione al pubblico per la maggior parte del tempo”.

Occasione rara per godersi lo spettacolo di una delle opere più discusse di Leonardo, in balia di una lettura critica discordante, tra mito e genialità artistica.

Qui, l’artista-scienziato-matematico riscrive a penna, inchiostro e acquerello gli antichi canoni delle proporzioni del corpo umano sanciti da Vitruvio, illustre architetto e ingegnere della Roma imperiale, che nel terzo volume del suo trattato di architettura aveva descritto i rapporti delle misure di un corpo umano arrivando alla conclusione che un uomo con le gambe e le braccia spalancate rientrava perfettamente in un cerchio o in un quadrato, figure geometriche perfette secondo Platone, cosicché il centro dell’uomo coincide con l’ombelico.

Leonardo, che all’epoca alla corte di Ludovico il Moro stava lavorando al libro “Della figura umana”, per il quale aveva anche rilevato sistematicamente le misure di due giovani, correggeva gli errori di Vitruvio, scoprendo che solo il centro dell’uomo nel cerchio (homo ad circulum) corrisponde all’ombelico, mentre quello dell’uomo nel quadrato (homo ad quadratum) si trova sotto il pube, ossia nei genitali.

Ecco allora che Leonardo costruisce le figure non concentriche ma in relazione tra loro secondo i criteri della sezione aurea, dove il centro del cerchio coincide con l’ombelico e quello del quadrato con i genitali. Se questi rimandano all’origine fisica, l’ombelico rimanda a quella spirituale. Proprio raffigurando contemporaneamente le due potenzialità umane e geometriche l’artista realizza una sintesi armonica insuperata.

Ma sull’opera, che ha diviso storici dell’arte e scienziati, resta ancora aperta la corsa all’interpretazione. Per questo, la mostra diventa soprattutto l’occasione per dare sfogo alle nuove ipotesi, che saranno dibattute a gennaio a Venezia con una giornata di studi sul tema “Leonardo. L’uomo vitruviano fra arte e scienza” cui parteciperanno studiosi di discipline storiche, artistiche, matematiche, psicologiche e antropologiche. Per citare Eugenio Garin: “Anche questa pagina è un magico disegno fatto per illustrare le speculazioni scientifiche che occupavano la sua mente in quel momento”.

In questo disegno la genialità di Leonardo, secondo la curatrice del catalogo della mostra (edizioni Marsilio) Annalisa Perissa Torrini, sta nel “dare compimento grafico all’idea geniale di raffigurare contemporaneamente l’homo ad quadratum e l’homo ad circulum, mettendo in relazione le due potenzialità geometriche in modo simultaneo e pertanto armonico. Ma ognuna con un centro, quasi a volerne sottolineare la pari importanza, senza priorità di sorta. Due centri, quindi. E due posizioni, sede dell’origine fisica (i genitali) e spirituale (l’ombelico); i quali a loro volta, nella doppia postura del corpo, generano il rapporto tra loro e simultaneamente tra le due forme geometriche perfette, che sembrano derivare le une dalle altre secondo un gioco di mutazione ed equivalenza”. Alla mostra, corredata di apparati multimediali, è legato anche il progetto un percorso dedicato ai disabili visivi con supporti didattici studiati appositamente e predisposti dall’Università IUAV di Venezia.

Notizie utili – “Leonardo. L’Uomo Vitruviano tra arte e scienza”, dal 10 ottobre al 10 gennaio, Gallerie dell’Accademia, Dorsoduro 1050, Campo della Carità Venezia.
Orari: da martedì a domenica 8.15-19.15, lunedì 8.15-14.00
Ingresso: intero €8.50, ridotto €5,25.

da LA REPUBBLICA