Venezia il Carnevale parte male gelo prenotazioni disdette poca gente e l’angelo sospeso nel vuoto per sette minuti

Venezia, il Carnevale tira brutti scherzi
Defezione di turisti per il gelo. L’angelo sospeso 7  minuti nel vuoto

Diciotto giorni di festa, ma la metà se n’è andata tra raffiche di bora, laguna ghiacciata, clima siberiano e disdette negli alberghi; al Carnevale di Venezia ne restano solo nove per dimostrare di essere ancora la grande macchina da divertimento e da denaro che porta in città centinaia di migliaia di ospiti in una manciata di pomeriggi e fa felici albergatori, teatri, ristoranti e venditori di qualsiasi cosa. Per il momento intorno a Piazza San Marco, dove una fontana zampilla per l’occasione vino rosso e il programma promette spettacoli e meraviglie, gli albergatori piangono: il 10 per cento dei turisti attesi ha disdetto la prenotazione. Chi per paura del freddo, chi dal freddo e dalla neve è rimasto bloccato. I primi giorni della grande festa sono dunque scivolati via così: volati, anzi, pensando al destino del Toro di cartapesta eletto a simbolo dell’evento, nove metri di scultura inneggiante a storici eventi veneziani, piazzata in Canal Grande davanti a Punta della Dogana. Avrebbe dovuto mostrarsi in tutto il suo splendore fino alla fine della festa, e finir bruciato in un falò la sera del martedì grasso.

Ma il fuoco lo hanno accesso le polemiche: appariva di cattivo gusto per gli esuberanti attributi in bella vista sullo sfondo della Madonna della Salute. A metter fine alla questione ci ha pensato la bora: il vento si è portato via il Toro; ora se ne sta a pezzi al riparo di un capannone e aspetta i favori del meteo per tornare in scena. Figurarsi le Cassandre: l’anno è bisestile, il Canal Grande era ghiacciato così solo nel funestissimo 1929, il Toro simbolo di fortuna e fecondità si rovescia, c’è da ricamare presagi da paura. La festa tira dritto, e ieri a mezzogiorno l’Angelo ha preso il volo dal Campanile di San Marco. Almeno, ci ha provato. L’onore della discesa spettava a Giulia Selero, estetista di vent’anni, arrivata da Musile di Piave. Eletta la più bella delle Marie del Carnevale, la bella Giulia ha indossato l’abito tutto trine e sottogonne sui toni del rosso, l’ha svilito per ragioni di sponsor con un paio di scarpone da ginnastica rosa shocking, e ha fatto il salto della balaustra del campanile per lanciarsi sulla folla. Ma a mezzo metro dalla balaustra il sistema computerizzato di sicurezza ha registrato una raffica di vento troppo forte: la discesa è stata bloccata e Giulia ha penzolato per 7 minuti nel vuoto.

E’ poi arrivata a terra che la colonna sonora (l’Ottava Sinfonia di Mahler) era già finita. Un incidente senza precedenti. Tutto secondo tradizione, invece, altrove: crisi o non crisi, in piazza San Marco una frittella costa 2 euro, come un bicchiere di vino rosso dalla fontana; la cioccolata calda 2,50. Spiccioli, per chi sceglie di partecipare ai Gran Balli che sì, esistono ancora: 650 euro l’altra sera per l’anteprima del Ballo del Doge; sabato prossimo, al Ballo propriamente detto, fino a 1.400 al netto del noleggio del costume (ne possono servire altri 2 mila). Altrettanto per il Ballo della Cavalchina alla Fenice dove l’attrazione principale è il cavallo (vero) che fa il suo ingresso nella platea liberata delle poltrone. Aspettando che il tempo, come annunciato, migliori e ponga rimedio all’incerta partenza.

ANNA SANDRI da lastampa.it

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