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Venezia Coppa America i prezzi degli Hotel saliti alle stelle

Coppa America a Venezia, alle stelle i prezzi degli hotel
In città ci sono 30 mila posti letto, ed è tutto esaurito. Aumentando i prezzi nei due week end dell’evento gli albergatori puntano a rifarsi di una stagione penalizzata dalla crisi

VENEZIA. “Venezia è molto richiesta per le date selezionate, pertanto le tariffe potrebbero essere più alte del solito”. Un’avvertenza che compare in tutti i maggiori siti di prenotazione alberghiera. Gli hotel veneziani sono al completo. E per i week end della Coppa America (11-13 e 18-20 maggio) i prezzi sono schizzati alle stelle. Difficile trovare una stanza anche nei più economici tre stelle. Negli hotel di lusso per una notte si viaggia intorno ai mille euro.
E’ il caso del Metropole e dell’Europa, ma anche dei più recenti hotel Ruzzini a Santa Maria Formosa (1200 euro una suite), da 900 a 1350 a Ca’ Alvise, San Marco. L’Excelsior del Lido viaggia sui 1785 euro di massimo, per scendere ai 391 euro del resort. Settecento euro per una notte allo Splendid Suisse, 500 all’Hilton, 660 alla Colombina, quasi 2000 per una suite al Bauer. Prezzi che scendono di molto se si cerca un’affittacamere o un albergo in terraferma (intorno ai 50 euro). Ma dopo un inverno di lamenti, per gli albergatori veneziani è arrivato il momento della rivincita.
I prezzi sono stati aumentati in occasione del ponte del Primo maggio e ancora di più per la Coppa America. “Si consiglia di cambiare date”, ripete l’avvertenza in testa al sito Internet dei booking.
La crisi per gli albergatori veneziani non esiste più? «Grazie a Dio il turismo a Venezia tiene», dice il direttore dell’Ava Claudio Scarpa, «i nostri hotel registrano in questo periodo il tutto esaurito quasi ovunque». Ma i prezzi aumentano nei week end più ambiti. «E’ vero, ma la stagione non dura un anno intero», continua Scarpa, «e questi prezzi di maggio, giugno, settembre e ottobre compensano la cirsi dell’inverno scorso».
Ghiaccio e maltempo, turisti spariti. Tanto che molti hotel avevano preferito chiudere, altri svendere le stanze, meno di cento euro per un cinque stelle. Ma adesso si torna ai tempi d’oro. Impossibile trovare una stanza, difficile trovarla a prezzi ragionevoli.
Eppure, i posti letto in città sono aumentati a dismisura nell’ultimo decennio. Prima il Giubileo e la trasformazione di molte strutture religiose in hotel, poi i cambi d’uso e gli investimenti – anche in nero – derivanti dall’introduzione dell’euro. Una macchia speculativa che ha occupato palazzi e residenze trasformandoli in alloggi per i turisti.
Oggi in città gli albergi sono 274, per un totale di 16.200 posti letto, quasi raddoppiati dal 2000 ad oggi. Ma altrettanti, forse di più, sono i posti letto in affittacamere, bed and breakfast, residenze e alloggi che sfuggono al controllo e alle statistiche. Nei giorni di massimo afflusso Venezia può ospitare in una notte oltre 30 mila persone, più della metà dei suoi residenti. A questi si aggiungono decine di migliaia di visitatori giornalieri, o che pernottano negli alberghi di terraferma. Cinquanta euro invece di 3-400 per una stanza.
«A Venezia gli hotel sono troppi», dice Scarpa, «gli imprenditori e il Comune non hanno fantasia, ogni palazzo diventa albergo». Erano stati gli albergatori a protestare per l’introduzione della tassa di soggiorno. «Perché non volevamo fare gli esattori», dice Scarpa, «ma adesso versiamo, e la nostra categoria non evade. Siamo disponibili a collaborare con il Comune ma vogliamo partecipare ai progetti, non subirli».

di Alberto Vitucci da lanuovavenezia.it

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