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Veneto la Regione ha speso 69 milioni di euro per pubblicizzare il Veneto ma quasi tutti in Italia

Turismo, 69 milioni di euro fuori controllo
In quattro anni investiti 42 milioni per pubblicizzare il Veneto in Italia. Briciole per i mercati esteri

VENEZIA. Sessantanove milioni in quattro anni. Tanto ha speso la Regione per promuovere il turismo dal 2007 al 2010. Non solo: stando ai dati, l’impressione è che la maggior parte delle risorse siano state impegnate per vendere il ghiaccio ai pinguini, «I provvedimenti in esame sembrano invitare i veneti e i residenti nelle regioni vicine a scoprire il Veneto» riassume Pietrangelo Pettenò (Fsv) «trascurando di investire sui mercati esteri emergenti». I dati forniti alla commissione Turismo dall’Osservatorio regionale sulla spesa sono inequivocabili: sotto la lente 486 provvedimenti e 1.154 iniziative di promozione finanziati con i fondi della legge quadro sul turismo, attualmente in fase di rivisitazione. La mappa degli investimenti condotti dalla giunta Galan, assessori di comparto i leghisti Luca Zaia (fino alla primavera 2008) e Franco Manzato vede due terzi degli importi (42 milioni) destinati a iniziative promozionali svolte all’interno del territorio italiano. Di questi, 25 milioni sono stati spesi in territorio Veneto, quasi la metà (12 milioni) per 779 interventi da poche migliaia di euro ciascuno tra feste, sagre e ricorrenze patronali. «Mi chiedo come sia possibile destinare 2 milioni per finanziare il Veneto a Vinitaly e Fieracavalli quando abbiamo faticato a trovare 800 mila euro per sostenere la stagione lirica dell’Arena» commenta Gustavo Franchetto (Idv). Sul fronte estero, restano privilegiati i paesi di lingua tedesca (6 milioni), sebbene rappresentino il tradizionale bacino di utenza del turismo locale. Diversamente, per allettare i turisti dei mercati emergenti – nordamericani, giapponesi, australiani e mediorientali – è stato speso meno del 4%. Gli investimenti nella promozione costituiscono il “cuore” della politica turistica della Regione, assorbendo oltre un terzo della spesa. La parte del leone, la fanno un centinaio tra fiere e manifestazioni enogastronomiche, costate 22,7 milioni. Tra queste, Bit e Buy Veneto insieme, assorbono metà delle risorse. Ancora, i 14,2 milioni spesi per comunicare l’immagine integrata del Veneto turistico hanno avuto il principale catalizzatore nell’incarico da 6 milioni affidato a Fabrica Spa, gruppo Benetton, che ha inventato il marchio della stella a sette punte e lo slogan “Veneto tra terra e cielo”, mentre tra gli eventi più onerosi, spicca “Miss Italia nel mondo”, costato oltre un milione e mezzo di euro.
Il resto delle spese di promozione se ne è andato in iniziative editoriali, spot e servizi televisivi e redazionali (5,3 milioni), studi, ricerche e iniziative informative (2 milioni) e in iniziative rivolte a operatori e giornalisti stranieri (1,2 milioni). Sebbene il turismo sia la prima industria del Veneto con il 5% del pil (104 milioni di arrivi e 464 milioni di presenze tra il 2002 e il 2009), il monitoraggio non fornisce elementi per valutare il rapporto tra spesa e ritorno economico. Da qui la richiesta bipartisan di un approfondimento su questo fronte e una nuova taratura degli interventi, mentre l’Osservatorio suggerisce di avviare il Centro di produzione veneto per sviluppare attività cinematografiche, televisive e musicali. «Emerge chiara la necessità di misurare l’efficacia degli investimenti condotti finora» riassume Nereo Laroni (Pdl) «l’impressione è che ci sia mossi a tentoni, senza cercare nuovi mercati, ma rincorrendoli solo una volta emersi, mescolando la promozione con le sagre, attrazione per chi è già sul posto, e senza valutare il ritorno delle scelte fatte».

da Ilmattinodipadova.it (mattinopadovageolocal.it)

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