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Venerdì 3 Agosto lo sciopero degli Ombrelloni

«Sciopero degli ombrelloni»,
le spiagge contro le aste demaniali del governo
Venerdì ombrelloni chiusi, ma non a Rimini e a Forte dei Marmi. Il sindacato:«Abbiamo perso il 40%. Il governo ci aiuti»

Niente ombrelloni venerdì mattina sulle spiagge italiane. La maggior parte degli stabilimenti balneari (tranne Rimini e Forte dei Marmi) hanno deciso lo “sciopero degli ombrelloni” per protestare contro le aste delle concessioni demaniali sulle spiagge previste da una normativa comunitaria a partire dal 2016.
LA PROTESTA – La protesta è stata indetta dal Sib, il Sindacato italiano balneari: «Vogliamo dare un segnale forte al Governo – ha detto il presidente del sindacato, Riccardo Borgo – perchè metta in atto quei provvedimenti a salvaguardia delle 30.000 attuali aziende e degli oltre 600.000 lavoratori del settore. Seguiranno certamente altri provvedimenti». Lo sciopero continuerà fino alle 11 del mattino.

LA CRISI ARRIVA IN SPIAGGIA – La crisi economica è arrivata anche in spiaggia con un calo delle presenze negli stabilimenti balneari a giugno e luglio, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in tutte e 15 le regioni bagnate dal mare che va dal 5 fino al 40%. Lo comunica il Sib, il sindacato che associa circa 10.000 imprese: «Il mese di giugno è stato caratterizzato un pò dappertutto – afferma Riccardo Borgo, presidente del Sib – da avverse condizioni atmosferiche con temperature quasi autunnali che hanno sconsigliato i turisti a scendere in spiaggia, ma anche il gran caldo di luglio non ha consentito un recupero rispetto al 2011 che, peraltro, non era stato particolarmente favorevole a causa di condizioni metereologiche del tutto inusuali».

EMILIA ROMAGNA – Situazione ancora più critica per l’Emilia Romagna che sta ancora scontando le conseguenze del recente terremoto: chi ha perso la casa è impegnato nella ricostruzione. In Italia, in generale, quest’anno un italiano su 3 ha scelto di non andare in vacanza. «Chi lo ha fatto, invece, ha preferito località vicino ai luoghi di residenza, pertanto – osserva Borgo – le località turistiche vicino ai grandi centri urbani sono risultate quelle meno penalizzate».

da corriere.it

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