Vasco Errani “Spiagge ai privati: cosi’ si danneggia il turismo”

di | Maggio 9, 2011

Spiagge a privati, Errani: ‘Così si danneggia il turismo’

”Spiagge: cosi’ si danneggia il turismo” e’ il titolo del corsivo del presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, pubblicato sul sito web presidenterrani.it Bologna. ”Il turismo, per l’Italia e l’Emilia-Romagna in particolare – sostiene il presidente della Conferenza delle Regioni – e’ una delle principali risorse economiche e non puo’ essere utilizzato per una propaganda che rischia di danneggiare l’intero settore, facendolo regredire invece che crescere.

L’ultimo esempio e’ la ‘privatizzazione’ delle spiagge, affrontata nei giorni scorsi dal Governo nell’ambito del cosiddetto decreto Sviluppo. Parlo di privatizzazione, perche’ parlare di diritto di superficie dato per 90 anni vuol dire esattamente questo: togliere dalla disponibilita’ pubblica un bene che e’, appunto, di tutti”. ”Senza contare – prosegue Errani – che si espone il Paese, ancora una volta, a un grave imbarazzo in sede europea, dato che il provvedimento del Governo tende, in realta’, ad aggirare le regole dell’Ue in tema di sfruttamento del demanio marittimo a fini turistici, tema sul quale e’ stata aperta una procedura di infrazione contro l’Italia.

Dunque un atto non conforme con le regole del Mercato unico europeo, ma c’e’ dell’altro: definire il canone, come dice il Governo, sulla base del ‘valore di mercato’ rischia di mettere in grave difficolta’ le imprese balneari. Perche’ e’ evidente che aumentare in maniera esponenziale il canone vuol dire generare ricadute negative sui costi dei servizi per i turisti e per residenti. E tutto questo non c’entra nulla con un necessario adeguamento dei canoni demaniali.

Era invece necessario ragionare in modo equilibrato, tenendo conto delle peculiarita’ delle nostre coste, valorizzando le professionalita’ esistenti. Come stava facendo, per esempio, la Regione Emilia-Romagna. Insomma, siamo di fronte a un provvedimento che rischia di subire un stop da Bruxelles, che non valorizza il patrimonio pubblico perche’ privatizza una fetta consistente di demanio. Un provvedimento pericoloso per le stesse imprese balneari per l’imposizione di un costo di entita’ non indifferente, e che rischia di aprire la strada alla speculazione sugli arenili, danneggiando l’ambiente. Nessuna riforma quindi ma un provvedimento pasticciato, che per di piu’ invade le competenze di Regioni ed Enti locali”.

da BLITZQUOTIDIANO.IT

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