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I maestri di sci in Valcanale

Maestri anche di turismo
Daniele Sabidussi racconta passato, presente e futuro d’un gruppo storico di istruttori di sci

di Giancarlo Martina

valcanale_sci_maestriIn Valcanale è risaputo che il primo promotore dello sviluppo dello sci è il maestro di sci, la figura professionale che è in costante contatto con gli ospiti del turismo montano e svolge anche un’importante azione didattica a vantaggio dei giovanissimi valligiani.

La scuola di sci è un fulcro solido con i suoi primattori, tutta gente esperta di montagna pronta anche a porsi a disposizione di quanti si avvicinano agli sport delle neve, adeguandosi anche ai cambiamenti e di novità negli ultimi decenni se ne sono presentate sulla scena, snowboard, freestyle e freeride, mentre, nel campo delle strutture, sui campi neve hanno trovato posto snow park e parchi tematici, offrendo quello che il mercato richiede, anche per le uscite con le cjaspe e di scialpinismo.

«La montagna friulana da Sella Nevea a Piancavallo ha avuto una grande spinta innovativa dalle Universiadi 2003 – spiega il direttore della Scuola di sci Daniele Sabidussi –. Il grande evento ha dato nuovo impulso alla progettualità di Promotur che, con la disponibilità economica assicurata dalle forze politiche, con il rinnovo totale di piste e impianti, ha potuto fare compiere alle località sciistiche della regione quel salto di qualità necessario a frequentare con successo fiere e workshop internazionali. Così s’è avviato il volàno economico che ora sta continuando a dare soddisfazioni, anche se il comparto alberghiero nel Tarvisiano, anche per le motivazioni economiche che non supportano il suo sviluppo, domanda un adeguamento, in numeri di posti letto, alla potenzialità degli impianti di risalita. Comunque, tutto il comparto turistico ormai si muove con cognizione di causa e anche la Regione con Turismo Fvg si va largo a dovere sulla scena internazionale».

Gli ospiti che arrivano a Tarvisio trovano maestri di sci pronti a trasmettere loro la cultura per la montagna e la voglia di viverla. Ieri come oggi. Infatti, è bene ricordare che già tanti anni fa i maestri si sottoponevano ai corsi di inglese (ai tempi delle prime settimane bianche degli studenti inglesi alla scoperta delle Alpi Giulie) per abbinare un altra lingua straniera a quelle già note del tedesco e dello sloveno. Oggi l’inglese si impara nelle scuole e a Tarvisio il liceo sportivo Bachmann è divenuto un “santuario” per porre le basi ideali ai nuovi maestri di sci.

Certo che di tempo ne è trascorso dall’apertura della Scuola di sci di Tarvisio nei primi anni Sessanta, ma non sfugge che oggidì, con mezzo secolo d’esperienza sulle spalle, precisa Sabidussi, le scuole devono essere organizzate come vere e proprie aziende. E il maestro di sci diventa una figura essenziale della località sciistica, non solo per il suo lavoro, ma anche per le iniziative legate al territorio che propone per il dopo-sci, dalle tanto gradite dimostrazioni storiche alle fiaccolate e alle mascherate.

«Comunque, anche quella del maestro – precisa il direttore Sabidussi – è una professione stagionale sempre di difficile mantenimento. Le incognite legate alle più disparate difficoltà fanno sì che molti giovani non scelgano questo mestiere se non per limitare l’attività al periodo scolastico pre professionale della vita».

Comunque, non è sufficiente essere provetti sciatori per essere dei buoni maestri di sci. «Le nuove tecniche di insegnamento prevedono sussidi didattici di ogni tipo per arrivare alle lezioni radio-assistite. Ma fondamentale per fare bene il mestiere è il rapporto che si instaura tra allievo e maestro, unico vero collante tra il turista e la località. Il tempo che passa il cliente con il maestro si traduce in un legame solido. Non c’è didattica o genialità di insegnamento, non c’è tecnologia che tenga, come il rapporto umano per trasmettere sensazioni e voglia di sciare».

da messaggeroveneto.gelocal.it

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