Vacanze nelle case dei Vip Ferrari Jagger Branson Zeffirelli Bruce Willis

Enzo Ferrari, Jagger, Branson come mi affitto la casa del vip
Per tremila euro si può organizzare una cena nel quartier generale del Drake a Fiorano. Per molto di più, andare in vacanza ai Caraibi nelle dimore delle rockstar. O dormire a Positano fra i ricordi di Zeffirelli. Le dimore delle celebrità a portata di mano. Di pochi spendaccioni

ALCUNE diventano luoghi di pellegrinaggio. Da frequentare in religioso silenzio, nella speranza di sentir risuonare la voce del precedente inquilino passato a miglior vita. Altre sono un inno alla ricchezza e, ancora in vita il leggittimo proprietario, le affitti per brillare di luce riflessa. Sono le case delle celebrità. Che non esitano a “prestarle” a visitatori pronti a sborsare cifre non da tutti. Niente a che fare con quello che presta la casa al mare all’amico perché così apre le finestre “e almeno fai girare un po’ d’aria”. Qui si tratta di capitalizzare. D’altronde, chi glielo fa fare a Mick Jagger di tenere ferma la magione caraibica sull’isola di Mustique, la perla delle Grenadine da anni rifugio del jet set internazionale fra principi, stilisti e star del rock? Si affitta. Il costo va dai 15 mila ai 19 mila dollari a settimana, compresi i servizi del personale. Una tradizione antica: basta pensare che perfino Aristotele Onassis nel ’54 affittò la sua “Christina O”, la celeberrima imbarcazione. Per oltre 30 mila dollari.

Con la Rossa nel cuore. In Italia, non si sbaglia a dire che il luogo di culto per eccellenza è a Fiorano e si chiama casa Ferrari. Basta pagare per affittare parte dell’edificio 4 in cui Enzo il Drake stabilì il proprio quartier generale. Due turni a disposizione – uno diurno e uno serale – per circa tremila euro e un massimo di quindici persone. Servizi vari a disposizione, concierge, open bar, uffici con pc, connessione internet, sala riunione, docce e spogliatoi. Ma con un sovrapprezzo si può anche fare un brunch o una cena, avere a disposizione la lavanderia o il parrucchiere o un’estetista. Dentro, ovviamente, è tutto com’era. Sennò che gusto ci sarebbe.

Luna caprese. Se al cavallino della Ferrari preferite i cavallucci marini, basta spostarsi a Sud, dalle piane modenesi alla costiera amalfitana. Sugli scogli di Positano, per l’esattezza, dove si appoggia la celebre “Villa Tre Ville” in cui Franco Zeffirelli dimorò dagli anni Sessanta, ora riconvertita in un albergo composto da diverse suite, con arredi di gran pregio ed echi di uno straordinario viavai di artisti, intellettuali, attori che frequentarono il regista. Mentre La Colombaia di Ischia, residenza di Luchino Visconti a lungo disponibile in affitto, è stata trasformata in una casa-museo.

Se quelle suite potessero parlare. All’estero, si diceva, le occasioni non mancano. Per i feticisti ci sono le stanze d’albergo che hanno un sacco di cose da raccontare, come la suite del The Hollywood Roosevelt di Los Angeles, con il letto su cui sonnecchiò Marilyn Monroe. O quella all’ottavo piano del Mayflower Hotel di Washington, teatro di scandali sessuali legati ai presidenti americani, da JFK a Bill Clinton.

Tutti a casa. Ma le occasioni più numerose sono per chi vuole sentirsi nababbo per un giorno – un soggiorno più lungo metterebbe a dura prova anche i più allegri conti in banca. Dalla villa del patron della Virgin, Richard Branson, alle Isole Vergini, 50 mila dollari a notte per l’abitazione principale più sei dependance immerse nel verde e uno staff di sessanta persone a disposizione di 27 persone al massimo. La residenza di Howard Hughes a Palm Springs e quella di Bill Cosby, suo vicino di casa.

Fra mare e Stones. Se poi siete proprio fissati con i Rolling Stones, ma qualcuno è arrivato prima di voi a Mustique e già fa pipì nel bagno di Mick Jagger, avete sempre la possibilità di occupare la casa caraibica di Keith Richards a Turks and Caicos. Trionfo di verande e sabbia borotalco. I vicini di casa sono Bruce Willis, Donna Karan, Cindy Crawford. E per 8000 dollari a notte potrete stendervi sul suo divano e vedervi un filmetto su una tv da sessanta pollici. Non ne vale forse la pena?

da repubblica.it

 

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