Vacanze invernali nel Parco di Valdieri

Si scia con i lupi nel parco di Valdieri

Quando re Vittorio Emanuele a metà Ottocento arrivò in Valle Gesso rimase affascinato dalla bellezza delle montagne. Ma soprattutto, vista la sua passione per la caccia, dalla ricchezza della fauna. I comuni della valle non ci misero nulla a capire la fortuna che avrebbe assicurato la presenza della famiglia reale, e cedettero a Casa Savoia diritti di caccia e pesca su gran parte del territorio. Nasceva così, subito dopo l’Unità, la Riserva Reale di Caccia di Valdieri ed Entracque. Oggi quella riserva si è ampliata (comprende anche i territori dei comuni vicini di Vernante, in Valle Vermenagna e Aisone in Valle Stura) ed è diventata Parco delle Alpi Marittime, quasi 28.000 ettari, gemellato con il parco francese del Mercantour, appena oltre il confine. La natura è rimasta intatta come allora, e la fauna si è moltiplicata. A camosci, stambecchi, aquile reali si sono aggiunte specie a rischio che qui hanno trovato rifugio, come il gipeto (una decina, piccolo record, compreso il gipeto Italia 150, rilasciato in estate per celebrare l’Unità) e il grifone (27 esemplari). I souvenir reali ancora costellano la valle: sono le palazzine di caccia a San Giacomo di Entracque e al Piano del Valasco, e gli chalet «stile svizzero», compreso un immancabile chalet della Bela Rosin, alle Terme Reali di Valdieri, dove è stato proprio Vittorio Emanuele II a porre la prima pietra dello storico Hotel Royal. Siamo a qualche decina di km da Cuneo, in uno scenario per vacanze a contatto con la natura e la cultura occitana. E per una neve a misura d’uomo, discese tranquille, e soprattutto fondo: quasi un centinaio di km di piste nei 4 comuni del parco, 30 solo ad Entracque. E poi sport ecosostenibili, come lo snow walking e lo snow bike, oltre alle escursioni con le racchette per valli solitarie.

Entracque, la piccola capitale del parco, adagiata in un pianoro a fondo valle, regala scorci da paese d’una volta, le case colorate, le fontane, le strade di ciottoli, chiese e cappelle. E un centro di visita molto particolare, il centro faunistico Uomini e Lupi, declinato in due spazi. Quello in piazza del municipio è un percorso sospeso tra favole e leggende, seguendo la voce narrante di un cantastorie e immagini che divertono ed emozionano, dai filmati dell’Officina delle Biciclette alla Galleria dei Ritratti, con i personaggi che migrano da una tela all’altra, come in un harrypotter in versione occitana.La seconda parte dell’esposizione, appena fuori dal paese, alle Casermette, racconta la storia di Caterina, appassionata di lupi, e del lupo Ligabue. Fuori, in un terreno di circa 8 ettari, alcuni lupi vivono in semilibertà, e salendo sulla torretta si cerca di avvistarli. Da qui tutti i sabato sera di gennaio partono itinerari sulle tracce del lupo, con degustazione finale di prodotti locali: i formaggi di capra, pecora e mucca della valle, salumi artigianali, la torta di noci e castagne. Le proposte per andare alla scoperta del territorio del parco sono tutte così, molto eco-corrette. E perfette anche quando la neve scarseggia, come in quest’inverno avaro di precipitazioni. Passeggiate con le ciaspole (o a piedi) al chiaro di luna, per esempio. Sabato 7 ce ne sono in programma un paio, una nel Vallone di Desertetto, microborgata dal nome più che emblematico, alla ricerca di tracce, stelle e costellazioni (e al rientro bollito misto alla Baita del Tasso Smargiasso). L’altra alla cascata del Pont Suffiet, seguita da cena alla Locanda del Sorriso di Trinità d’Entracque (info www.parcoalpimarittime.it). E poi escursioni nel segno della natura, per esempio alla faggeta di Palanfrè, un’antica bandita di faggio che da sempre protegge dalle valanghe questa piccola borgata fuori dal tempo nella Valle Grande di Vernante. Per una pausa c’è un’altra delle locande del parco, l’Arbergh, dove ci ferma a gustare i formaggi dell’azienda Isola, che produce proprio qui nostrale, «tumin» e ricotta, e le birre del microbirrificio Troll, altra curiosità golosa della valle.

Piccoli musei raccontano il saper fare d’una volta. Come l’ecomuseo della segale di Sant’Anna di Valdieri, che riporta a un tempo scandito dalle stagioni, da riti propiziatori, case dai tetti di paglia e giochi dimenticati. Il museo è a ingresso libero, e per vederlo basta rivolgersi, proprio di fronte, al negozioosteria I Bateur, una di quelle botteghe d’antan come non se ne vedono più. Le feste della Befana si risolvono in un po’ di allegria nelle piazze, la fiaccolata dei maestri di sci ad Entracque sabato sera, la visita dei presepi per l’arrivo dei Re Magi. Quello di Entracque, nel Salone Maria José, è rigorosamente ambientato in un paesaggio alpino. Quello di Valdieri, nella confraternita di Santa Croce, presenta gli antichi mestieri della Valle Gesso. E a Sant’Anna, per quasi un secolo residenza estiva di casa Savoia, proprio domani viene presentato il film-reportage Lunga vita al Re , girato tra le montagne della valle.

Rosalba Graglia da lastampa.it

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