Un cronista alla spiaggia nudista di Chiavari al Gruppo del Sale

Io, nella spiaggia dei nudisti»

Chiavari – Molti lo sanno da tempo, tanti sussurrano in città di quel meraviglioso posto e di quell’audace consuetudine. Stare tutti nudi in riva al mare, al Gruppo del Sale. La spiaggia più a ponente della città, proprio sotto la collina delle Grazie, protetta da un divieto di accesso – sanzionabile penalmente – dovuto alla pericolosità di alcuni tratti di sentiero.

Il cronista del Secolo XIX ci è andato, da nudista, ieri mattina. Si arriva all’ex colonia Piaggio, all’estremità di ponente della zona di Preli, oltre l’ex Colonia Fara. Ecco che su un muraglione, protetto da una ringhiera di metallo arrugginito, campeggia un cartello: il divieto di accesso alla scogliera, stabilito con ordinanza sindacale nel 2007, quando il fenomeno del nudismo al Gruppo del Sale aveva raggiunto il suo picco massimo. E nella “bacchettona” Chiavari, probabilmente, qualcuno, aveva rivolto pesanti rimostranze all’amministrazione. L’accesso (superare la ringhiera camminando per una ventina di metri su pochi centimetri di cemento sbrecciato) è in effetti pericoloso. Poi si cammina piuttosto agevolmente su una massicciata di cemento, e il panorama comincia a mozzare il fiato: acqua cristallina, la dolce sagoma del promontorio di Portofino adagiata sulla linea dell’orizzonte, e verso il cielo la collina delle Grazie, che dirada verso il blu delle onde. Una coppia sui 50 anni chiede informazioni. «Scusi, come facciamo a raggiungere la spiaggia del Gruppo del Sale?».

«Dovete percorrere questo sentiero, e ci siete in pochi minuti. Ma si tratta di una spiaggia un po’ “intima”… Naturista».

«Lo sappiamo! Veniamo apposta da Busalla».

In effetti, percorso il breve sentiero disegnato nella macchia mediterranea e tra i pini marittimi, dove le cicale friniscono a non finire, si arriva alla spiaggia. E c’è un altro panorama: una trentina di frequentatori, quasi tutti maschi, quasi tutti nudi. La vergogna di mostrare i genitali a sconosciuti qui sembra essere crollata, cancellata. Ci adeguiamo, mentre la coppia che ha chiesto lumi sull’itinerario dal percorrere fa altrettanto, a poche decine di metri di distanza.

Tanti sono i frequentatori, maschi, che vengono da soli, e hanno dai 25 ai 70 anni. Ci sono un paio di coppie, una delle donne non è completamente nuda. Molti sono frequentatori assidui: sull’abbronzatura dei loro corpi, infatti, non c’è traccia del segno del costume. Alcuni dei nudisti, al loro arrivo, salutano gli altri già sistemati sulla spiaggia, segno che la comunità naturista frequenta da tempo questo intimo spicchio di litorale chiavarese.

La spiaggia del Gruppo del Sale è una delle mete più rinomate del naturismo in Italia. Basta sfogliare i forum di discussione sul tema del nudismo, su internet, e ci si imbatte in svariate recensioni, tutte lusinghiere, riguardo a questo trasgressivo angolo di Tigullio. Come in altre spiagge italiane a consuetudine naturista, però, esiste un problema che i nudisti conoscono bene: la frequentazione della zona da parte di uomini, gay o etero, interessati soltanto a fugaci incontri di sesso. Lo spiega al cronista un frequentatore abituale della spiaggia: Mario, una trentina d’anni, piacentino. «Stare nudi è la cosa più naturale che c’è: i tabù sono arrivati dopo, ma noi cerchiamo di scrollarceli di dosso, come facciamo con vestiti e costume – dice Mario – Certo, c’è chi fraintende, chi pensa che essere nudi significhi essere più vicini alla sessualità, ma non è così. Anche qui a Chiavari, spesso, girano persone che danno fastidio, o che cercano sesso. Ma non c’entrano nulla con noi naturisti». In effetti basta percorrere una delle tante deviazioni del sentiero di accesso alla spiaggia del Gruppo del Sale per imbattersi nei resti di incontri sessuali, consumati fra i cespugli. Segni inequivocabili che la zona è frequentata anche da persone a caccia di emozioni fugaci, e clandestine.

Pur non essendo espressamente vietata dalla legge, la pratica del naturismo, in Italia, può rientrare nella fattispecie dell’articolo 726 del Codice penale, che prevede la contravvenzione degli “atti contrari alla pubblica decenza”, da non confondere con il ben più grave reato degli atti osceni in luogo pubblico (articolo 527 del Codice penale).

Stare nudi in spiaggia, insomma, può costare un’ammenda da 250 a 2500 euro. Ma la quasi totalità delle sentenze di tribunale, nonché i recenti pronunciamenti della Corte di Cassazione, concordano nel ritenere che il nudismo non sia assolutamente da considerare indecente, se praticato in luoghi adatti. Ovvero luoghi dove è consolidata la consuetudine a svolgere questa pratica naturistica.

Simone Schiaffino da ilsecoloxix.it

One thought on “Un cronista alla spiaggia nudista di Chiavari al Gruppo del Sale

  1. Un bel posto per una foto al largo ma sconsigliabile a chiunque. Oltre ai divieti multabili più di una persona è finita al pronto soccorso perché scivolata sulle rocce e scogli. Essendo un posto isolato attira gente di vario genere: Nudisti/e, coppie gay e vecchi guardoni concentrati in poco spazio. Meglio i boschi dell’entroterra, sicuramente più agevoli. La vicina spiaggia libera è stata trasformata in zona per bagnanti con cani. L’unico accesso consentito è quello di un residence.

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