L’Ucraina vieta il turismo nucleare a Chernobyl

L’Ucraina cambia idea. Vietato il turismo nucleare nella zona morta di Chernobyl

MARIA

Cosa ci sarà mai da vedere a Chernobyl? Mi sfugge ciò che a molti pare essere ben chiaro: in ogni caso l’Ucraina ha tagliato la testa al toro e ha vietato la scorsa settimana il turismo sul luogo della catastrofe nucleare.

Un dietrofront totale rispetto alla decisione dell’anno scorso che apriva la zona di esclusione al turismo di massa.

Secondo Voice of Russia, il turismo nucleare richiama 10.000 persone all’anno; durante la breve legalizzazione, si versavano 600 dollari a testa per entrare nell’area in cui sono vietate le attività umane e in cui tutto – strade, edifici, la famosa ruota del luna park – è stato improvvisamente abbandonato nell’aprile 1986.

L’apertura di Chernobyl al turismo di massa era stata decisa dal ministro ucraino delle Emergenze, regolarizzando così il flusso di visite che in precedenza avvenivano in modo più o meno carbonaro. Scopo dichiarato, aumentare la consapevolezza del mondo sui rischi del nucleare.

Però pochi mesi dopo l’autorità giudiziaria ucraina aveva stabilito che l’atto era stato illegale e che il turismo nucleare era fonte di insani profitti, dal momento che non si riusciva a capire in quali tasche finiva il denaro: sarebbe stato bene invece spenderlo per risolvere i problemi dell’area contaminata dalla catastrofe.

Adesso – ultima evoluzione avvenuta la settimana scorsa – un tribunale ha stabilito che il ministro dell’Emergenza non aveva il diritto di aprire Chernobyl al turismo. Visite definitivamente proibite, dunque, ad eccezione di giornalisti, studiosi e simili.

Visite proibite almeno in teoria, perchè la stessa Voice of Russia suggerisce che la il turismo nucleare è una torta troppo ghiotta e qualcuno sicuramente troverà, o ha già trovato, il modo per aggirare il divieto.

da  BLOJEKO.ILJOURNAL.IT

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