Brambilla ed i Turisti Giapponesi

DOPO IL MAXI CONTO. IL MINISTRO: PROCEDEREMO, IL RISTORANTE DI ROMA DOVRÀ RISARCIRE
La Brambilla e i turisti truffati
«Danno al Paese, farò causa»
I giapponesi invitati a tornare gratis: «Verremo a nostre spese»

roma95ROMA — Banzai. I giappo nesi hanno detto no. La cop pia truffata in un ristorante di Roma, un conto da 700 euro per una cena che ne valeva me no di un terzo, ha rifiutato il gentile invito della ministro Brambilla di tornare in Italia a spese del Governo. «È inutile — ha detto Yasuyuki Yamada, 35 anni — perché sarebbe una spesa fatta con le tasse del popolo italiano. E comun que il viaggio in Italia è stato bello: se torno, torno a mie spese. Per visitare meglio il Va ticano e anche Capri».

Grazie no, dunque. Signor ministro, c’è rimasta male?
«Non può essere un rifiuto, perché l’invito è pronto, ma non è ancora stato spedito. Io ho informazioni diverse, an che perché il timore dei due si gnori giapponesi di gravare sulla cassa pubblica fa loro onore, ma è infondato. Perché a pagare non saranno i contri buenti, ma aziende e operato ri turistici che vogliono rime diare a un danno grave. Abbia mo già concordato tutto».

Un colpo micidiale all’im magine del paese.
«Ho dato mandato all’Avvo catura dello Stato di procede re nei confronti dei proprieta ri del Passetto di Roma pro prio per il gravissimo danno di immagine arrecato all’Ita lia. È la prima volta che acca de, come per la prima volta ab biamo creato al ministero una commissione di vigilanza che mette insieme operatori della filiera turistica e forze dell’or dine, associazioni dei consu matori e governo perché i turi sti possano sempre veder ri spettati i loro diritti».

Lei è ministro da pochi me si, impegnata in una faticosa scalata per riconquistare i tu­risti che abbiamo perduto. Quanto manca per tornare dinuovo in cima alla classifica dei paesi più visitati?
«Il brand Italy resta il più forte del mondo. Ma la crisi e Supereuro tengono lontani americani e giapponesi, ad esempio, però abbiamo ricon quistato molti turisti europei e italiani. Quest’anno i dati de gli arrivi torneranno ad avere il segno più davanti, anche se gli albergatori, ad esempio, avranno probabilmente un ri sultato al di sotto delle aspetta tive perché il turismo è cam biato: ora più della metà dei viaggiatori si orienta verso i bed&breakfast o le case in af fitto e il comparto extra-alber­ghiero nel suo complesso, co sì come un terzo degli italiani utilizzano internet per preno tare i propri soggiorni».

Dal turismo in senso gene ralista si è passati ai turismi, una differenziazione che ha modificato il mercato.

«Oggi si sceglie non tanto per destinazione quanto per motivazioni: mare, monta gna, laghi, ma anche cultura, enogastronomia, benessere, sport, ambiente. Si tratta di promuovere a livello naziona le circuiti tematici che richie dono lo studio di iniziative e di coordinamento sul territo rio dal Friuli alla Sicilia. Oggi questo è possibile. Ed aggiun go che è proprio grazie al gran de lavoro svolto in questi anni dagli operatori del turismo e dai territori che non abbiamo avuto conseguenze peggiori nella competitività turistica».

E allora la colpa di tantiguasti di chi è?
«Del sonno della politica. Fi no al ritorno del ministero, l’Italia non aveva una strate gia nazionale del turismo, ma 21 tattiche regionali. Poi an che le Regioni si sono accorte che serviva un coordinamen to ».

Ora l’abbiamo: lei, una macchina da guerra. Lo dice anche Berlusconi.
«Con il Presidente stiamo studiando una promozione dell’Italia agli italiani, una ri scoperta della fantastica Italia minore, dei gioielli sconosciu ti del nostro paese che può ser vire da volano economico an che per il Sud».

Fare dell’Italia una destina zione di tendenza: si viene perché è bella e si è felici?

«Potrebbe essere uno slo gan. Intanto stiamo realizzan do un sito che sarà on line a settembre e a pieno regime a fine anno. Per ora su Italia.it c’è soltanto uno spot, un mo do per segnalare la presenza a chi si collega che altrimenti avrebbe trovato il nulla».

Ministro, questi giappone si li convincerà a tornare?

«Sono fiduciosa, penso che accetteranno».

Corrado Ruggeri

da IL CORRIERE DELLA SERA

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