Turismo previdenziale, prima la pensione poi paradisi esteri

turismo_previdenzialeTrasferirsi ed andare via, all’estero. Voltare pagina, cambiare vita… Sulle rotte della emigrazione degli anni 2000 si muovono non soltanto i poveri ma gli stressati, non solo i disoccupati ma gli sfiduciati; partono quelli che un lavoro ce l’hanno ma sono annoiati dalla routine, quelli che hanno visto finire una storia d’amore, che speravano duratura, ma anche molti che, giunti all’età della pensione, non riescono ad arrivare alla…fine del mese.

I nostri connazionali non fuggono, cercano un posto che offra la possibilità di vivere in modo migliore. Si tratta, il più delle volte, di connazionali di mezz’età ed aumenta ogni anno il numero di anziani, contenti di investire la liquidazione o la pensione acquistando una villetta, magari ai Caraibi, sul mare o vista mare.

Le valigie di cartone, ormai, sono in un angolo della soffitta, o in qualche film da cineteca per nostalgici con gli occhi lucidi. Al loro posto “set di valigie” firmati e moderni trolley, strumenti di viaggio più adeguati a chi si trasferisce, perché non vuole più farsi inghiottire da ritmi alienanti e spese insostenibili.

I tempi sono cambiati, il sogno continua ad essere quello di una volta. I Tropici, dove il sole splende sempre, la gente canta e balla, sorride e le donne…

Il turismo previdenziale sembra non avere più confini e limiti. Ogni anno dalle casse degli altri enti previdenziali arrivano nei Paesi stranieri miliardi di euro; nel 2008 erano residenti all’estero moltissimi connazionali pensionati con assegni di anzianità, vecchiaia, superstiti o di turismo_previdenziale1invalidità.

In Costa Rica o in Thailandia, in Brasile o a Santo Domingo con 800 o 1000 euro al mese si può vivere, godendo di un clima mite tutto l’anno, comprando o affittando una casa, fronte mare o vista mare, mangiando aragoste a volontà e, spesso, non sempre, contando su una discreta, talvolta ottima assistenza sanitaria, anche se privata.

Sono davvero tanti gli italiani che, terminata l’età lavorativa, decidono di cambiare vita, utilizzando al meglio le risorse che riserva loro la pensione maturata dopo anni di lavoro e sacrifici. Nugoli di americani, inglesi, francesi e tedeschi lo avevano capito da tempo e si erano trasferiti a Miami o alle Isole Cayman; ora anche i nostri pensionati stanno scoprendo che il mondo offre tante opportunità per un “buen retiro”. Un fenomeno sempre più diffuso, che parla di storie con sfondo le zone paradisiache dell’Asia ed i Caraibi, il Centro ed il Sud America, il Nord Africa e l’Australia.

“Mancava poco alla pensione e mi sono chiesto : cosa farò dopo? Passerò le giornate seduto su una panchina nei giardini pubblici o a casa sul divano davanti alla televisione, magari a fare da baby sitter ai nipotini? L’idea mi è apparsa sconvolgente!” ammette Enrico, 70enne, vedovo, ex impiegato toscano del Catasto, che convive ora con Simone, una brasiliana, bella ed a lui devota, anche perchè ha adottato i suoi tre figli “Ho preso l’aereo e sono arrivato in Brasile, nel Natal. Il clima è ottimo e non ci sono la violenza ed il caro-prezzi di Firenze, nè di Rio. Ho investito qualche risparmio in una villetta a due livelli, poco distante dalla spiaggia. Qui sono sereno; la sera turismo_previdenziale2esco per ascoltare musica popolare. Basta passeggiare lungo le strade, non occorre andare nelle balere o nelle discoteche…e soltanto nel guardare le garotas – ragazze -, viene da ringraziare il buon Dio per averrni aiutato nel fare questa scelta”.

Chi desidera un Paese vivo e dinamico sceglie Santo Domingo e sono tanti i connazionali sparsi nelle località di mare di questa stupenda isola caraibica. Una volta trasferitisi, molti non accettano di restare “pensionati” e riprendono a svolgere un’attività, soprattutto gestendo restaurant o alberghi, ma innamorati tutti della solarità, simpatia e cordialità dei dominicani, molto più facilmente…delle dominicane. “Spesso capita che turisti, che arrivano qui per trascorrere un periodo di vacanza, poi, dopo qualche tempo, tornino da soli o con le famiglie “for good”, per sempre, ammaliati dall’atmosfera magica del Caribe.” ricorda Pino, 67 anni, ex barista di Lecce, che ha acquistato per 60mila euro una casetta a Boca Chica – ridente cittadina balneare a 30 minuti dalla Capitale -, che sta restaurando da solo “Non posso certo permettermi di fare una vita dispendiosa, ho tutto quello che mi serve; sono perennemente abbronzato ed ho una giovane donna che cura le faccende di casa e si occupa anche di…me. Spendo 25 euro ogni tre mesi per la tv via cavo e poco più di 100 per l’assicurazione sanitaria, che mi garantisce – non si sa mai! – in caso di analisi specialistiche o di ricovero in clinica”.

da  ITALIA CHIAMA ITALIA