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La moda del turismo nero

Turismo nero: la tragedia si fa moda
Da Cogne a L’Aquila, da Brembate ad Avetrana: i luoghi che hanno rimepito le pagine della cronaca nera si trasformano in frequentate mete di viaggio

Che piaccia o meno, che generi indignazione o soltanto stupore, il cosiddetto “turismo nero” è diventato sempre di più una moda che, forse, sarebbe meglio non seguire. Visitare i luoghi che hanno tristemente fatto da sfondo a fatti tragici che hanno sconvolto gli animi di chi li ha seguiti e riempito giornali e telegiornali di particolari più o meno raccapriccianti è una delle tendenze delle momento, specialmente negli ultimi anni in cui il nostro Paese è stato teatro di agghiaccianti delitti ed impressionanti disastri.

La deliziosa Isola del Giglio non aveva certo bisogno del naufragio della nave da crociera Costa Concordia per attirare i turisti a visitare le sue bellezze. Ma da quando il 13 gennaio scorso è stata teatro di uno degli incidenti più sconvolgenti degli ultimi tempi, la piccola isola si è rimepita ancor di più di visitatori che, anzchè passeggiare e godersi i caratteristici scorci che regala, si soffermano ad osservare, indicare e fotografare il gigantesco relitto adagiato a poca distanza dalla costa. E cosa dire de L’Aquila? Il capoluogo abruzzese non si è ancora oggi ripreso dal terribile terremoto che l’ha scosso, non soltanto geologicamente, nel 2009. E’ una città lacerata che porta i segni indelebili della tragedia che l’ha colpita e che, in molti, continuano a immortalare soltanto per poter dire di esserci stati.

Fatti che scioccano i più, incuriosiscono, invece, molti altri che vogliono vedere dal vivo, toccare con mano e fotografare i luoghi di cui tanto si è parlato. Che sia per morbosità, mancanza di tatto, o anche per rendere omaggio alle vittime di queste tragedie,osservare i turisti che affollano le strade di alcune località colpite da atroci delitti lascia l’amaro in bocca. Basti pensare a Cogne, nella bellissima Valle d’Aosta, che nel 2002 è stata teatro dell’omicidio del piccolo Samuele, o Avetrana, in provincia di Taranto, che negli ultimi due anni ha fatto parlare di sè per la triste sorte di Sarah Scazzi la cui giovane vita è stata tragicamente spezzata per mano dei suoi stessi parenti. O ancora Brembate di Sopra, in provincia di Bergamo, dove la tredicenne Yara Gambirasio è scomparsa nel novembre 2010 per poi essere trovata priva di vita soltanto tempo dopo. Tutti paesi fino a non molto tempo fa poco conosciuti dal turismo di massa, comunità sconvolte che oggi, loro malgrado, sono diventate oggetto della curiosità e degli obbiettivi delle macchine fotografiche di numerosi visitatori in cerca di mete di viaggio “alternative”.

da libero.it

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