Turismo e lavoro grigio

Turismo, nella crisi cresce il “lavoro grigio”
La precarietà economica del settore alle prese con un’altra stagione difficile, dopo quella fallimentare del 2012, favorisce zone d’ombra ed elusione delle regole. La Filcams Cgil lancia una campagna di informazione per contrastare il lavoro irregolare

turismo_lavoroSarà un’estate incerta, quella del 2013, sia a livello meteorologico sia per l’andamento della domanda e dell’offerta nel settore turistico. La stagione estiva 2012 era stata definita una delle peggiori per il settore: minor numero di viaggi (-5,35%), calo delle presenze registrate dagli esercizi ricettivi (- 6%), soprattutto a causa della diminuzione del mercato interno (-11%, pari a -23,5 milioni di notti), con una diminuzione degli incassi pari a di oltre un miliardo di euro. Tutto ciò indebolisce le imprese e il mercato del lavoro, da sempre caratterizzato da una forte stagionalità, con un oscillazione dei lavoratori da un minimo di 9mila unità ad un massimo di 1 milione e 2mila in alta stagione.

E in maniera evidente, l’occupazione sta subendo le conseguenze della precarietà economica del settore: aumentano i lavoratori stagionali (+15,4%), mentre subiscono una frenata quelli non stagionali (-7,3); aumenta l’utilizzo dei voucher (+8% nel 2012) e del lavoro intermittente o a chiamata, impiegato quasi esclusivamente nel comparto alberghi e ristoranti. Aumenta quindi l’utilizzo di forme di inquadramento flessibili e incerte, che rendono il datore di lavoro meno vincolato, ma anche molto più incerta la vita lavorativa dei dipendenti.

È in questo clima di incertezza che si possono nascondere forme di lavoro irregolare – cosiddette grigie – zone d’ombra in cui si annidano diverse forme di elusione delle regole: orari più lunghi remunerati fuori busta, inquadramenti più bassi, mansioni senza controllo; piccoli e grandi escamotage per diminuire i costi sul lavoro.

“Comprendiamo la difficile situazione delle imprese del settore, impegnate, soprattutto negli ultimi anni, a far quadrare i conti tra il calo della domanda e il ridimensionamento dei costi, ma la forza lavoro nel settore del turismo è un elemento essenziale, anche per la determinazione di un’offerta di qualità, che contribuisca al rilancio del settore”, afferma Cristian Sesena, segretario nazionale della Filcams Cgil, responsabile del settore turismo, che insieme alla categoria e alle strutture territoriali ha lanciato la campagna di comunicazione contro il lavoro irregolare nel turismo.

Una campagna di comunicazione, ma soprattutto di informazione. La Filcams Cgil nazionale, nei prossimi mesi, diffonderà la campagna soprattutto tramite le proprie strutture territoriali, che saranno disponibili a fornire tutte le informazioni necessarie alle lavoratrici ed ai lavoratori, anche viste le ultime modifiche che riguardano la concessione degli ammortizzatori sociali, in particolare la mini-Aspi.

“Proseguiamo la nostra battaglia per il riconoscimento dei giusti diritti e delle dovute tutele: le lavoratrici e i lavoratori del settore sono indispensabili. Qualità, formazione e professionalità, non devono essere trascurati soprattutto in una fase di crisi acuta come questa”, spiega ancora Sesena.

In questo contesto, tra l’altro, si stanno sviluppando le trattative per il rinnovo del contratto nazionale del turismo ormai scaduto, sia con le parti datoriali aderenti alla Confcommercio, che con Confesercenti e Confindustria. Una fase difficile, in cui tutti le parti coinvolte, con correttezza e serietà, si stanno impegnando per poter arrivare quanto prima, ad un rinnovo condiviso, che possa dare una nuova spinta al settore.

da rassegna.it

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