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Turismo ed Instagram

Worldcam, a spasso per NY o Tokyo : ecco il mondo visto da Instagram
Un nuovo sito creato da due svedesi aggrega le foto scattate dagli utenti della popolare app per fotoritocco in base al luogo, creando così una mappa del globo molto meno impersonale delle foto su Google Street

di MARCO CONSOLI

CON OLTRE cinque milioni di foto caricate ogni giorno dagli utenti di Instagram, l’applicazione per smartphone che permette di dare un tocco rétro ai propri scatti (e di recente ha superato Twitter 1 nel numero di accessi quotidiani), si va definendo man mano in rete un’inedita ‘mappa’ dei luoghi, visti da una prospettiva meno impersonale di Google Street e certo più ravvicinata di Google Earth.

È proprio pensando a questa enorme mole di immagini, geolocalizzate e disponibili liberamente online, che due creativi svedesi, Oskar Sundberg e Per Stenius, hanno realizzato il sito WorldCam 2, un motore di ricerca che permette di aggregare le foto scattate in determinati luoghi, per farsene un’idea se non ci si è mai stati o per capire, grazie alla cronologia, cosa vi sta accadendo in un dato momento.

Naturalmente i posti più celebri e visitati danno luogo a un maggior numero di risultati: in questo caso con qualche click si può fare un rapido giro del mondo, dal Canal Grande a Venezia, al Taj Mahal, per passare poi a Times Square e al quartiere di Akihabara a Tokyo.

Più turistico è il luogo, più ci si potrà aspettare di vedere degli scatti da cartolina, ma in generale quello che regala questo viaggio intorno al mondo non è una definizione precisa di un luogo, ma un puzzle composito che ne descrive l’atmosfera: ad esempio di Hollywood Boulevard a Los Angeles si può vedere la stella scolpita nel pavimento dedicata a un divo del cinema, la vetrina di un negozio o magari una pizza americana, stracolma di ingredienti, che qualcuno ha mangiato in un locale nelle vicinanze.

Insomma è possibile farsi un’idea del posto, visto attraverso l’occhio elettronico dei telefoni, e delle persone che ci sono passate (e che spesso occupano la fotografia stessa). Ma si può avere anche testimonianza di luoghi caldi del mondo, come pazza Tahrir, con la rivoluzione egiziana fotografata giorno dopo giorno, anche se la ricerca si fa più difficile quando si cercano Paesi in cui la diffusione degli smartphone è scarsa o è forte il controllo governativo sui contenuti caricati in rete.

In alternativa si può tentare persino di effettuare una ricerca all’interno di certi luoghi: non solo chiese e monumenti, ma anche magari uffici, come quelli di Google o della Pixar, di solito inaccessibili e visti attraverso gli scatti dei dipendenti. Il fatto che Instagram, con il suo successo, stia diventando uno strumento di “documentazione” visiva del pianeta, lo dimostra anche il progetto This Is Now 3, che raccoglie foto catturate in un determinato momento in 12 città del mondo, da Rio de Janeiro a Las Vegas, da Tokyo a Madrid, da Parigi a Tel Aviv.

da REPUBBLICA.IT

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