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Turismo in Toscana per Pasqua 2012 prenotazioni solo nelle città d’arte

Turismo in Toscana Pasqua, bene solo le città d’arte
Il presidente regionale Feralberghi: “Il mercato nazionale è fermo, confidiamo nei last minute”Turismo in perenne Quaresima. Crollano le prenotazioni in Versilia
Si riaccende il dibattito sulla tassa di soggiorno, Corchia: “Significa aggiungere un costo che inibisce la scelta del turista”
Vanno ”bene solo le città d’arte, buone le prospettive per gli arrivi da oltreconfine, ma il mercato nazionale è fermo. Confidiamo nel last minute”, per le vacanze pasquali e primaverili. A dirlo è il presidente regionale di Federalberghi, Paolo Corchia.

”Per Pasqua e la prossima primavera – sottolinea – la stragrande maggioranza degli albergatori è concorde nel dire che un buon risultato sarebbe già quello di mantenere i livelli di fatturato e presenze del 2011. Ad oggi oltre il 70% degli operatori intervistati rileva sugli arrivi confermati cali che vanno dal 40 al 60% e solo il 15% di loro li considera stazionari rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”.

”E’ tutto fermo”, “solo un terzo delle camere è confermato”, queste le frasi maggiormente ricorrenti – spiega Corchia – Allo stesso tempo però si guarda con favore ai buoni segnali che arrivano dal mercato internazionale, soprattutto per quanto riguarda la costa e Pisa, dove lo scalo aeroportuale low-cost contribuisce alla buona tenuta delle prenotazioni dall’Est Europa. Non male anche le prospettive del turismo balneare per fine maggio-inizio giugno, grazie per lo più agli arrivi da Germania, Paesi Bassi, Austria, Svizzera, in concomitanza della settimana di Pentecoste”.

Discreti i segnali dal settore termale: oltre la metà degli operatori del segmento wellness, sull’intero periodo primaverile prevede di confermare il risultato dell’anno scorso. La battuta d’arresto degli arrivi nazionali sembra toccare solo marginalmente il settore e se la Pasqua è data in sottotono, è controbilanciata dall’overbooking per i ponti a seguire e dalla stabilità della durata media del soggiorno (2-3 giorni). Buone le aspettative per maggio e giugno a Firenze, come a Lucca e così pure a Siena, ma e’ comunque il mercato internazionale a mostrare maggior dinamicita’, soprattutto grazie alle offerte booking-advanced delle scorse settimane, con russi e brasiliani in testa, seguiti da inglesi e nordeuropei.

Significativo il dato emerso a Firenze: ciò che si è perso con dicembre e gennaio sottotono (cali di fatturato oltre il 10%), secondo la metà degli operatori intervistati si è in parte recuperato proprio grazie all’incremento dei flussi brasiliano e russo fra febbraio e marzo. Viceversa il fronte della domanda interna è sostanzialmente fermo, certamente in ragione dell’attesa di previsioni meteo certe, ma anche della generalizzata contrazione della capacità di spesa delle famiglie e dell’impennata dell’inflazione.

In ogni caso, sia per gli stranieri che per gli italiani in visita nelle città d’arte, la durata media del soggiorno non va oltre 1-2 notti. ”’E’ il quadro della domanda interna a preoccupare di più – continua il presidente di Federalberghi Toscana – C’è un concorso di cause che laddove non induce ad atteggiamenti di forte prudenza, spinge verso destinazioni estere, decisamente più concorrenziali in termini di prezzo”.

“Gli albergatori toscani ora confidano nel last minute – sottolinea il presidente di Federalberghi Toscana – e in un sostanziale innalzamento delle prenotazioni nei giorni a ridosso delle festività. Ridotti o nulli saranno però i margini di recupero in termini di fatturato: i prezzi sono gli stessi del 2011 e oltre il 60% dei titolari delle strutture a 3-4 stelle (quelle che alla precedente rilevazione hanno dichiarato perdite in bilancio quasi del 5%) pensa addirittura di giocare la carta del ribasso una volta giunti sotto data”.

Ecco che allora fra gli operatori si riaccende il dibattito sulla tassa di soggiorno. All’Elba ad esempio, dove il 70% delle presenze è dato da italiani, rispetto alla primavera 2011 si registra un -15% sulle prenotazioni e si annunciano ritardi nella programmazione delle aperture. ”E’ un momento difficile per tutti, tassare le destinazioni e il pernottamento – sottolinea Corchia – con massimi che in alta stagione potrebbero arrivare a 3 euro al giorno a persona, significa aggiungere un costo che inibisce la scelta del turista, soprattutto di quello italiano, e rischia di vanificare i buoni risultati raggiunti dal turismo toscano nel 2011”.

”Non si può pensare che la Toscana possa continuare a vivere di rendita o di quanto si muove intorno alle città d’arte – avverte il presidente regionale di Federalberghi – Pertanto auspichiamo che questi i segnali vengano colti dalle istituzioni, sempre attente a tutto quanto si muove in ambito turistico e ci aspettiamo di avviare quanto prima un confronto costruttivo, perché per mantenere e ampliare le presenze turistiche le parole d’ordine sono programmazione, definizione del prodotto turistico e differenziazione dell’offerta”.

da lanazione.it

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