Turismo il boom del web e le difficoltà on line

Turismo online: è boom, ma sul Web regna il caos totale
Prezzi e sistemi di prenotazione poco chiari

ANDREA ROSSI

TORINO

turismo_web1Sempre più diffuso l’acquisto on line dei biglietti per accedere a fiere, saloni e festival. I cinque eventi monitorati da Federconsumatori lo confermano. Al Torino Film Festival il 42 per cento dei visitatori ha comprato sul web i biglietti per assistere alle proiezioni, percentuale che sale al 44% con gli europei di atletica e al 54% con il Salone del Libro. Leggermente più bassa la quota nel caso del Salone del Gusto (26%) e di Mito Settembre Musica (19%).Vi ricordate quei turisti lasciati a spasso in giro per il mondo, quest’estate, perché il loro tour operator era fallito? O certe agenzie che lavorano solo su Internet evaporate dall’oggi al domani con centinaia di viaggiatori in balia dell’incertezza? Sono casi isolati, ma nemmeno troppo, ora che il turismo sul Web sta erodendo sempre più fette di mercato. In Europa, quest’anno, un turista su tre ha acquistato il suo viaggio dal computer di casa. L’anno prossimo la quota salirà al 35 per cento. I torinesi sono addirittura più interattivi: 29 per cento di acquisti online.

Tutti a buon fine? No. E’ per questo che Federconsumatori Piemonte ha dato vita all’«Osservatorio turismo a Torino sul Web» e ha monitorato un centinaio di siti che offrono viaggi e pacchetti vacanze. «È un settore da tenere sotto stretta osservazione, soprattutto perché il grande problema della rete è verificare correttezza e affidabilità delle informazioni», spiega il presidente Giovanni Dei Giudici. L’obiettivo era capire se una persona che acquista un viaggio on line può sentirsi tutelata, se tutti i dettagli sono chiari e se, in caso di problemi, c’è qualcuno a cui rivolgersi.

Il risultato? Lo riassume Dei Giudici: «C’è ancora parecchio da fare». Il Web è una giungla dove spesso mancano i dettagli essenziali. I volontari di Federconsumatori, ad esempio, si sono resi conto che nella metà dei siti passati al setaccio mancavano le informazioni essenziali sulle mete turistiche, limitate a semplici descrizioni dei luoghi da visitare, e nel 21 per cento dei casi mancava l’indicazione della sistemazione. Per non parlare dei prezzi: il 42 per cento delle volte non sono dettagliati in modo chiaro. E c’è anche una diffusa incertezza sulle modalità di turismo_webprenotazione: quant’è l’acconto, quanto il saldo e quando va versato. Soprattutto, in sette casi su dieci i siti non specificano se il consumatore che decide di bloccare un’offerta pubblicata, prenotandola, è poi vincolato all’acquisto o può rinunciare.

Prenotare un viaggio su Internet, insomma, è operazione nebulosa. A chi ci si rivolge? Sembra questo il dubbio più consistente. Spesso mancano informazioni sull’identità dell’operatore o i recapiti per chi volesse ottenere maggiori informazioni. E il 70 per cento dei portali non specifica le modalità di recesso, i termini di reclamo, gli obblighi del tour operator e i diritti del viaggiatore in caso di variazione delle condizioni del pacchetto. Acquistare on line, per ora, sembra in definitiva un atto di fiducia.

«Mentre chi si reca nelle agenzie di viaggio riceve un contratto, dove tutti i termini e le condizioni sono specificate, con Internet è diverso», analizza Dei Giudici. «In caso di disguidi spesso non si sa a chi chiedere conto, contro chi rivalersi. Con il nostro osservatorio vogliamo monitorare proprio questi fenomeni. E dare consigli: ai tour operator perché siano trasparenti al massimo; e ai consumatori perché sappiano riconoscere ed evitare le trappole».

da LA STAMPA