Turismo etico-solidale

Vacanze etiche e viaggi solidali
Un Un modo diverso di viaggiare per aiutare le comunità e i luoghi

di Marzia Giglioli

turismo_eticoIl turismo solidale sfida la crisi. Mentre gli altri settori declinano, aumentano i viaggi più responsabili, non più mordi e fuggi, ma viaggi pensati e sempre più legati alla conoscenza dei luoghi. In Italia crescono formule e proposte. Vacanze diverse e più consapevoli nelle terre difficili di mafia per sostenere le iniziative che difendono la legalità.

Nei piccoli borghi nascono i tutor turistici che fanno scoprire il volto vero dei luoghi, con gli indirizzi giusti per far crescere le economie locali. Intere comunità offrono accoglienza per gestire un turismo locale.

In Europa viaggi solidali nei villaggi della Bosnia che si affacciano al turismo per uscire da una difficile economia e in Africa a contatto con le etnie locali che si affacciano al turismo. Cambiano anche le offerte e sempre più operatori aderiscono ad un nuovo codice etico che unisce questo ‘viaggiare diverso’ e intanto aumenta il trend e la domanda. ‘’Sembra che ci sia un pensiero collettivo che cresce in questa direzione – spiega Maurizio Davolio presidente di Aitr che conta oltre 100 soci e che vede insieme anche Banca Etica.

‘’Tra le adesioni più recenti – spiega Davolio – c’è anche quella di un’intera valle in Val d’Aosta. La Val Pelline che ha deciso di sottoscrivere un nuovo protocollo etico con una serie di proposte di assoluto rispetto del territorio e delle tradizioni’’. E’ la prima volta che un intero territorio decide una cosa del genere e potrebbe fare da apripista.

Il turismo solidale entra anche nelle università per creare nuove figure professionali come accade all’Università di Torino, alla Luiss, a Roma Tre, a Torvergata e all’università di Bologna. E aumentano soprattutto i turisti che scelgono mete alternative al solo viaggio di relax, che vogliono capire e non solo viaggiare.

‘’In realtà – spiega Davolio – si va verso un’inversione di rotta: da quella di un turismo che finora ha usato i luoghi, a quello di un turismo di conoscenza che non vuole cambiare i territori, ma rispettarli all’insegna di un grande scambio multiculturale’’. In questi giorni l’appuntamento con questo turismo diverso è I.ta.cà, Festival del turismo responsabile che si svolge a Bologna fino al 2 giugno dove si incontrano progetti nazionali ed europei e molti promotori tra i quali il Tures (turismo Responsabile), l’Ecpat (che si occupa della lotta contro il turismo che vede lo sfruttamento sessuale dei minori) e tanti operatori impegnati nei viaggi solidali.

Un altro appuntamento con un turismo diverso è a Cerreto Alpi il 9 giugno per festeggiare i 10 anni di attività di una delle prime Comunità che si è convertita al turismo solidale e che vede coinvolti tutti gli abitanti, circa 70, che hanno recuperato vecchi mestieri e antiche lavorazioni per rilanciare quest’area inserita nel parco nazionale tosco-emiliano.

Ne è nata una vera filiera che ha riportato in vita anche un vecchio mulino con 10 posti letto.E’ stato recuperato anche il vecchio essiccatoio delle castagne per riprendere un’attività che era destinata a scomparire e, lo stesso, è accaduto per l’allevamento delle trote che la comunità ha rilanciato e che, oggi, è uno dei più pregiati d’Italia, meta anche dei viaggi del gusto.

Si parlerà di turismo solidale anche a Lampedusa dal 22 al 29 giugno alla Festa ‘’Lampedusa, piacere di conoscerti. Festa dei Diritti Umani, che vedrà presente oltre ad Aitr, anche Amnesty International, le autorità locali, l’Arci e anche le Cooperative dei pescatori . Si discuterà dei flussi del turismo e del flusso degli immigrati e di come l’isola sia luogo da sempre di gente sempre diversa e luogo-simbolo di accoglienza e di proposte. Saranno affrontati anche i temi della salvaguardia ambientale e quella delle specie in estinzione.

da ansa.it

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