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Ippoturismo a Sessa Cilento

Turismo equestre, nasce a Sessa Cilento la fondazione “Naturalmente ospitali”

ippoturismo_escursioni_cavallo_delta_poIl 21 marzo a Sessa Cilento si è costituita la Fondazione “Naturalmente ospitali”. Membri i Comuni di Sessa Cilento, Lustra, Omignano, Perdifumo, San Mauro Cilento, Serramezzana, Stella Cilento, il Movimento ecologista europeo FareAmbiente, l’Associazione Mnémon, le società Menphis srl e Caddie srl, Ancis, Fitetrec ed E.N.G.E.A.

«L’idea progettuale – spiegano dalla fondazione – si sostanzia nella realizzazione e nello sviluppo del “turismo equestre”. Il turismo equestre oggi rappresenta un segmento fondamentale delle nuove tendenze dei flussi turistici ed è identificato come un turismo di “nicchia”. Partendo dalla realizzazione di un centro specializzato per il ricovero dei cavalli, e di tutte le attività a esso pertinenti (dalla pet therapy, alla scuola di equitazione), si intende strutturare servizi ricettivi e funzionali per far sì che tutti i Comuni partners ed i territori contigui, attraverso il legame uomo-natura, possano acquisire e rafforzare la loro posizione nel mercato turistico e valorizzare parallelamente le loro radici millenarie».

Dopo la sottoscrizione di “Naturalmente Ospitali, il sindaco di Sessa Cilento, Francesco Lombardo, con il coordinatore FareAmbiente dei Comuni del Cilento, Giuseppe Colopi e Antonio De Feo dell’associazione Mnemon, ha voluto piantumare due alberi d’alloro beneaugurali.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito della “Festa di primavera e dell’Albero” organizzata da FareAmbiente in tutto il territorio nazionale. Tale iniziativa, patrocinata dal ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha la finalità di sensibilizzare l’opinione pubblica in merito all’importanza dal punto di vista ambientale del patrimonio arboreo e boschivo.

«Queste iniziative periodiche – afferma il coordinatore, Giuseppe Colopi – sono volte a rafforzare la sensibilità di ognuno nei confronti dell’ambiente, ma sensibilità e rispetto devono far parte della nostra cultura e del nostro modus vivendi sempre e per tutto l’anno altrimenti l’ambientalismo rischia di diventare una sorta di hobby domenicale».

da giornaledelcilento.it

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