Turismo ed alta velocità

Perché l’alta velocità può salvare il turismo

turismo_alta_velocitaQuando si è attaccati, si può decidere di affidarsi al catenaccio, arroccati in difesa, sperando in un estemporaneo contropiede prima che si finisca per soccombere. Come spesso avviene in questi casi. Oppure si può decidere di passare al contrattacco, con una strategia forse apparentemente più rischiosa ma il più delle volte vincente.

Metafore pseudo-calcistiche che si attagliano alla situazione dell’Italia e in particolare del turismo. Quello che può essere considerato il “nostro petrolio”, sotto i colpi della crisi, perde occupazione e presenze. Soprattutto i connazionali sono indotti a rinunciare alle vacanze. Crescono ancora, invece, i turisti stranieri.

E il turista, si sa, viaggia per definizione. Si sposta. Per questo sono da salutare come un segnale positivo – che si richiama a quella strategia d’attacco menzionata prima – le inaugurazioni delle stazioni ferroviarie dell’Alta velocità, a Bologna e Reggio Emilia. Le infrastrutture, infatti, siano esse aeroporti, porti marittimi o stazioni ferroviarie, sono quasi sempre il primo impatto che abbiamo visitando un Paese.

Più l’impatto sarà positivo – i servizi di qualità, efficienti, veloci; l’aspetto estetico gradevole – più si innescherà un circolo virtuoso con ricadute positive. L’investimento nelle infrastrutture, oggi, coincide con uno dei periodi più difficili dell’economia italiana degli ultimi decenni.

Ma può rivelarsi una scelta vincente per il futuro. Soprattutto se pensiamo che i collegamenti ad alta velocità, che stanno accorciando moltissimo le distanze tra le principali città d’arte del Paese, sono sempre più utilizzati dai turisti, soprattutto stranieri.

da ilsole24ore.com

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