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Turismo chirurgico

Vacanza con pacchetto “ritocco”

maxi«Sono finteee!» recita il cartoon di una pubblicità riferendosi ad un seno rifatto.

Ebbene, in Costa Azzurra, dove imperversa il topless si vedono quarantenni, e per-metà-centenarie, con seni turgidi. Due bocce “siliconose” galleggianti su dei corpi spesso raggrinziti e cadenti, per la crudeltà del tempo, in balia della forza di gravità. Che provocano, in chi le osserva, nella maggior parte dei casi, una grottesca compassione.

Sì, insomma, è come vedere una Topolino degli anni ’50 con i cerchi in lega da 17 pollici. Così come talvolta capita di vedere delle settantenni con i seni scoperti: più simili alle orecchie avvizzite di un cocker, con due bizzarri foruncoli all’estremità, che due mammelle.

Tuttavia, pare che rifarsi il seno sia ormai una vera e propria pratica, come rifarsi il salotto di casa. Tanto che su Quotidiano.net si legge: «Vacanze esotiche in Tunisia, Marocco e persino in Thailandia con incluso passaggio in sala operatoria per un “ritocco” di chirurgia plastica. Grazie a “pacchetti”, tutto compreso, offerti da agenzie specializzate in “turismo chirurgico” facilmente reperibili su Internet, che permettono interventi con convalescenza a cinque stelle, magari con famiglia a seguito, a costi inferiori di un’operazione in patria.

da LA STAMPA

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