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Il Wwf ed il turismo alpino

Il Wwf per il turismo montano sostenibile
Al via un contest fotografico, si vincono viaggi e soggiorni
 
Roberto Giovannini

turismo_alpino_wwfNel mese principe delle settimane bianche, l’arrivo della neve rende il richiamo della montagna irresistibile. Ma turismo invernale spesso vuol dire grossi impatti ambientali a causa delle infrastrutture turistiche e dell’innevamento artificiale, che riguarda oltre il 70% dei 4.700 chilometri di piste da sci da discesa, con un consumo di 95 milioni di metri cubi d’acqua e 600 GWh di energia all’anno e una spesa di 136.000 euro per ettaro di pista. Un fenomeno acuito dal cambiamento climatico, che sulle Alpi ha visto un aumento delle temperature pari al doppio rispetto alla media globale, con gravi impatti non solo sugli ecosistemi ma anche sull’intero settore turistico, al punto che oggi in 57 delle 666 località sciistiche alpine non si può contare sui 30 centimetri minimi per tre mesi necessari per assicurare la stagione invernale.

Alla vigilia della BIT-Borsa Internazionale del Turismo, che si apre domani a Milano, il WWF lancia il nuovo capitolo «Alpi da vivere, la risorsa turismo» della campagna WWF dedicata all’arco alpino, con le proposte per un nuovo modello di turismo che riparta dall’esplorazione sostenibile delle bellezze naturali, dall’osservazione delle specie carismatiche alpine come orsi, lupi e linci, e da una fruizione responsabile sempre più diversificata e adatta a tutte le stagioni, a vantaggio dell’ambiente e del settore turistico. Un trend le cui potenzialità sono confermate dai dati dell’Osservatorio italiano del Turismo montano, che vedono in aumento, forse complice la crisi economica, le pratiche sportive “skipass-free”: ciaspole e nordic walking (+22,5% rispetto a un anno fa), o dello sci alpinismo (+12,3%), più gettonati dello snowboard (-12%).

«Oggi la sfida del turismo alpino è quella di vivere la montagna in modo sostenibile, riscoprendone la bellezza naturale in una dimensione quattro-stagioni che è anche una formula di adattamento al cambiamento climatico drammaticamente in atto – ha detto Roberto Furlani responsabile Turismo WWF Italia – In questa riscoperta, orsi, lupi e linci sono ‘testimonial’ ideali per il turismo responsabile e possono contribuire allo sviluppo economico locale rappresentando una leva formidabile di promozione del territorio. Così gli operatori turistici possono diventare ‘intermediari’ tra le comunità locali, i turisti e le specie minacciate, per favorire la convivenza pacifica tra l’uomo e grandi predatori che troppo spesso sono ancora visti come minacce invece che come straordinarie risorse per il nostro Paese».

E in vista di San Valentino, il WWF lancia il contest fotografico per scoprire il lato «romantico» della Natura, anche in montagna, inviando foto di «angoli romantici di Natura», magari scattate durante un week-end «Scappatelle di Natura» e «Assaggi di Natura»: le 50 proposte di soggiorno amiche dell’ambiente realizzate da WWF e Equotube, per riscoprire il contatto con la Natura in una Fattoria del Panda o in una località Perla Alpina. Il contest prende avvio a San Valentino e terminerà il 30 aprile. In palio (1° Premio) un Equotube «Scappatelle di Natura», un fine settimana lungo (due pernottamenti 2 cene + 2 colazioni x 2 persone) in oltre 50 strutture selezionate, un Equotube «Assaggi di Natura» (2°premio – un pernottamento 1 cena +1 colazione x 2 persone) e come premio per il terzo classificato la guida WWF- Touring Editore “Week end nella Natura”.

da lastampa.it

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