Tunisia Viaggio nel Deserto

tunisiSe amate il deserto o ne siete incuriositi, sappiate che la primavera è la stagione ideale per programmare un viaggio. Un deserto vicino, comodo ma comunque affascinante è quello della Tunisia. Conosciuta soprattutto per le località di mare, la Tunisia conserva parecchi dei suoi tesori proprio nel deserto. Il viaggio è breve poco più di un’ora di volo. Si può scegliere di atterrare direttamente nel sud a Djerba, nota località di mare, a poca distanza dal deserto oppure optare per Tunisi e per un viaggio on the road che però richiede più tempo. In ogni caso dovrete noleggiare un’auto 4×4.

Se propendete per la partenza da Tunisi, vi suggeriamo di pernottare a Sidi Bou Said, a pochissimi chilometri da Tunisi. Un vero gioiello, definita la Saint-Tropez della Tunisia, stradine che si inerpicano, tra case tutte bianche con porte e finestre azzurre, la via principale finisce dritta dritta sul caffè des Nattes, famoso ritrovo agli inizi del secolo scorso di intellettuali e artisti. E’ bello soggiornare a Sidi Bou Said più che visitarla. Dalle 11 circa alle 18 è invasa dai turisti che arrivano dalla vicina Tunisi per una breve gita. Ma la mattina presto e la sera al tramonto torna alla calma e la si può apprezzare in tutta la sua bellezza. L’hotel più bello è il Dar Said, un vero gioiello, un’antica dimora trasformata in un piccolo hotel de charme. Le stanze, arredate con estremo gusto ed eleganza sono una diversa dall’altra, pur mantenendo lo stesso stile. Se avrete la fortuna di soggiornarvi (bisogna prenotare con molto anticipo), potrete trascorrere le ore più affollate della giornata tranquillamente distesi a bordo piscina o nel bellissimo giardino vista mare dell’hotel.

Dopo questo breve assaggio di mare si parte alla volta del deserto. Si desertoimbocca l’autostrada in direzione di Kairouan. E’ importante calcolare bene i tempi per non guidare di notte perché le strade non sono illuminate e perché i tunisini hanno l’abitudine di attraversare tutte le strade, persino le autostrade, in qualsiasi punto e in qualsiasi momento. Kairouan è a circa 190 km da Tunisi. E’ considerata la città sacra della Tunisia, basti pensare che all’interno della Medina si contano ben 50 moschee. La più famosa è sicuramente la Grande Moschea o Moschea di Sidi Oqba, che risale all’863 d.C. I turisti non possono entrare, possono però salire i più di 100 gradini che conducono in cima al minareto e da cui è possibile godere di una bellissima vista della città. Si può decidere di ripartire alla volta del deserto oppure di pernottare a Kairouan all’hotel La Kasbah. questo hotel sobrio esternamente ma lussuoso all’interno è stato ricavato in un edificio storico, sapientemente restaurato, nel cuore della Medina. 97 camere, due ristoranti, due piscine (una per adulti e l’altra per bambini) e un hammam per rilassarsi.

Si riprende il viaggio verso sud, orami solo strade statali, e la tappa successiva è Tozeur, avamposto nel deserto, e una delle oasi più famose. Il suo fitto palmeto si estende per circa 10 kmq e produce i migliori datteri della Tunisia. Cantata da Franco Battiato insieme ad Alice nel 1984 (I treni per Tozeur), un tempo solo luogo di sosta e di tappa delle carovane, Tozeur oggi è una vera e propria località turistica, ma non ha perso il suo fascino berbero.

Per dormire c’è un’ ampia scelta. Tra i più belli il Sofitel Palm Beach, dove sono state girate alcune scene de Il Paziente Inglese, e il Dar Cherait hotel in stile moresco.

Dopo questa immancabile tappa si riparte in direzione dell’Erg. Direzione Kebili, dall’altra parte del grande lago salato, Chott El Jerid. Poco meno di 200 km separano Tozeur da Kebili. Percorrere la strada rialzata che attraversa il Chott El Jerid è come attraversare un paesaggio lunare, un orizzonte infinito e cangiante, non ci sono punti di riferimento, tutto è piatto intorno, il paesaggio cambia ma è come se fosse immutabile. Verso la fine del percorso si incontrano, anticipati da segnali stradali che ne preannunciano la presenza, branchi di dromedari che pascolano.

deserto1C’è ancora un po’ di strada da fare, più di 200 km prima di arrivare alla mèta del nostro viaggio l’oasi di Kasr Ghilane, oasi principale dell’Erg Orientale, tappa di partenza dei rally nel deserto. Via via che ci si avvicina alla nostra mèta il paesaggio cambia, non c’è più nulla intorno, nessun centro abitato, solo qualche rimediata pompa di benzina e qualche punto di ristoro, utilizzato soprattutto dai motociclisti, che qui sono tanti. Si capisce subito quando si è arrivati perché si cominciano a vedere le dune e il palmeto. Ci si addentra lungo i sentieri battuti alla ricerca di un luogo dove fermarsi a dormire.

Qui ci sono solo accampamenti di tende, piuttosto spartani, tranne uno il Pansea (www.pansea.com). Va prenotato con largo anticipo, è molto difficile arrivar e trovare una tenda libera, proprio perché è l’unico accampamento di ‘lusso’ dell’oasi. 60 tende di tela di lino di forma ottagonale disseminate nel palmeto, intorno ad una piscina dove rinfrescarsi nelle ore più calde del giorno. Un ristorante buffet per colazione, pranzo, cena e un bar con comodi divani per dissetarsi ad ogni ora del giorno e anche la sera. Le tende sono dotate di bagno privato, aria condizionata e riscaldamento, sono arredate in stile berbero, con i classici tappeti Mergoums, mobili in ferro battuto, per rivivere l’esperienza transsahariana come un viaggiatore degli inizi del secolo scorso. Al centro del Pansea una torre di avvistamento dalla quale si gode di una vista meravigliosa sul deserto circostante e da dove si vedono passare in lontananza le carovane di dromedari che portano i turisti in vista allo Kasr Ghilane. CONTINUA

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